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Roberto Mercuzio
Leggi i suoi articoliA Genova è iniziato con dieci minuti di movimenti impercettibili, studiati a tavolino in anticipo per settimane, il restauro de «La Circoncisione», opera di Pieter Paul Rubens. I lavori sono iniziati con lo spostamento dalla sua nicchia, sull’altare della Chiesa del Gesù, nel centro storico del capoluogo ligure.
Il grande dipinto (492x277 cm), del 1605, venne commissionato da una delle più ricche famiglie genovesi, quella dei Pallavicino, nella figura di Marcello, fabbriciere della Compagnia di Gesù, e poi collocato nel 1606 nella posizione in cui si trova attualmente. Il quadro raffigura il momento della circoncisione: Gesù al centro della scena è disteso su un panno, mentre il Sommo Sacerdote incide delicatamente il prepuzio del bimbo, facendolo piangere. Maria e San Giuseppe assistono alla scena; dall’alto una schiera di angeli scende dalle nubi, animando la composizione.
«La Circoncisione» è il primo dei due dipinti realizzati da Rubens per la Chiesa del Gesù. Nel 1620, infatti, viene commissionata al pittore fiammingo la tela de «I miracoli del Beato Ignazio di Loyola», fondatore dell’ordine dei Gesuiti.
Nella prima fase, iniziata oggi 25 maggio, sono state posizionate sonde per il monitoraggio dello stato di conservazione del dipinto. Si tratta di registratori di dati che consentiranno di acquisire informazioni utili al proseguimento del restauro. Il recupero è stato promosso dalla Regione Liguria, grazie a un finanziamento di 40mila euro.
«Il valore di questo lavoro, ha dichiarato la vicepresidente della Regione Liguria con delega alla Cultura, Simona Ferro, costituisce un ottimo esempio di come la tecnologia possa intervenire a salvaguardare i beni culturali che incarnano la storia e la tradizione. Vogliamo che la Liguria venga considerata una terra di cultura». Le sonde monitoreranno temperatura e umidità relativa all’interno della nicchia dove l’opera si trova e in prossimità dell’opera stessa. Questo monitoraggio prevede la «collazione» dei dati ambientali con una rilevazione mensile di immagini fotogrammetriche della superficie del dipinto.
Lo scopo è disporre dei dati necessari da una parte per la stesura di un progetto di restauro adeguato, dall’altra per poter individuare possibili criticità che potrebbero causare un parziale degrado, legato alle condizioni microclimatiche.
Saranno i laboratori scientifici del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale di Torino a eseguire l’indagine, in collaborazione con l’Ufficio beni culturali dell’Arcidiocesi di Genova e la Soprintendenza della Liguria. Dopo questa fase, che durerà circa 12 mesi, l’opera verrà spostata nel museo Diocesano di Genova.
«Sono davvero felice di entrare nel vivo di un progetto che ho fortemente voluto fin dal 2022 e che ha trovato in Regione Liguria un pronto ed entusiastico consenso», ha dichiarato la curatrice Anna Orlando.
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