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Gianfranco Ferroni
Leggi i suoi articoliA Genova è nato il Museo delle Spedizioni Missionarie Salesiane. Il patrimonio conservato è costituito da reliquie, lettere e altre testimonianze dedicate al legame tra san Giovanni Bosco e il capoluogo ligure. Il museo si trova all’interno dell’Opera Don Bosco nel quartier Sampierdarena, attorno alla cameretta del santo, ancora presente nell’opera salesiana, e «in continuità» con il Museo delle Migrazioni del Galata, Museo del Mare. Il percorso espositivo raccoglie oggetti personali, documenti della fondazione della casa salesiana, missive dei primi successori di don Bosco, i paramenti cardinalizi di Giovanni Cagliero, che fu anche un compositore, e pannelli che narrano la lunga storia missionaria della Famiglia Salesiana. Una sala multimediale completa la proposta museale, curata da don Francesco De Ruvo e dall’architetto Valentina Calabrese, realizzata grazie ai benefattori e all’Ispettoria Icc. All’inaugurazione erano presenti il Rettor Maggior dei Salesiani, don Fabio Attard, e della Madre Generale delle Figlie di Maria Ausiliatrice, madre Chiara Cazzuola.
Tutto nasce dalla data dell’11 novembre del 1875, quando a Torino-Valdocco dieci salesiani ricevettero da don Giovanni Bosco il mandato per iniziare una nuova avventura come missionari: nei giorni seguenti partirono dal porto di Genova e la meta scelta fu l’Argentina, la Terra del Fuoco. Uno dei primi consigli dati dal sacerdote fu quello di «interessarsi e seguire i figli degli emigrati italiani», già presenti allora in più di 30mila persone. E Nel 1872 venne dato il via all’opera che oggi è l’Istituto «Don Bosco» di Genova-Sampierdarena. A Roma la testimonianza architettonica salesiana è rappresentata dalla Chiesa del Sacro Cuore, progettata dalla «dinastia» Vespignani: «Formare onesti cittadini» fu la missione a cui il santo si dedicò fino alla morte sopraggiunta il 31 gennaio 1888. Fu Pio XI a beatificarlo nel 1929 e a canonizzarlo nel 1934. San Giovanni Paolo II nel centenario della scomparsa lo ha dichiarato «padre e maestro della gioventù».
Gianfranco Ferroni
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