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Arianna Antoniutti
Leggi i suoi articoliProfessionisti dell’edilizia acrobatica che lavorano in corda, assicurati con imbragature e calati da lunghe funi, sono al lavoro sull’impressionante mole di Castel Sant’Angelo a Roma. È in corso una verifica dello stato di conservazione dei paramenti murari del tamburo del Mausoleo di Adriano, edificato nel 135 d.C. per volere dell’imperatore, che qui fece costruire il proprio monumento funebre. Il Mausoleo divenne poi nel V secolo d.C., con l’inclusione in un bastione delle Mura Aureliane, parte del sistema difensivo della città.
Per l’intervento, che rientra nelle azioni di conservazione e tutela di Castel Sant’Angelo, si è scelta una modalità senza l’uso di ponteggi. Come spiega sull’account Instagram di Castel Sant’Angelo, l’architetto Maddalena Paolillo, funzionario dell’Ufficio tecnico dei lavori: «Questa tipologia è stata scelta dall’Istituto per due ordini di motivi: perché molto rapida nell’esecuzione, e perché ci permette di avere un impatto ridotto sulla fruibilità del monumento. In questo modo lavorando in corda ed evitando i ponteggi riusciamo a tenere aperto Castel Sant’Angelo e a garantirne la fruibilità e la visibilità. Facciamo rientrare questa tipologia di interventi, in quelli che definiamo di manutenzione programmata, che costantemente garantiscono la conservazione del monumento».
In questo momento è in corso nelle sala del Castello, fino al 30 novembre, una mostra dedicata a papa Wojtyla: «Giovanni Paolo II, l’uomo, il Papa, il Santo», quaranta scatti del fotografo romano Gianni Giansanti raccontano il lungo pontificato, durato ventisette anni, dall’elezione al soglio pontificio, all’attentato di Alì Agca, al Giubileo del 2000 fino agli ultimi anni.
L’esposizione è promossa e realizzata dal Ministero della Cultura, Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo - Direzione Musei nazionali della città di Roma, promossa dalla Presidenza della Commissione Cultura della Camera dei deputati, con il patrocinio della Regione Lazio, delle Ambasciate di Polonia in Italia e presso la Santa Sede, dal Centro di Documentazione e Studio del Pontificato di Giovanni Paolo II - Fondazione Vaticana Giovanni Paolo II e del Pontificio Collegio Polacco.
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