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Redazione
Leggi i suoi articoliTrasformando materiali industriali in organismi vivi, attraversati da tensioni e forze invisibili, la ricerca artistica di Arcangelo Sassolino (Montecchio Maggiore, Vi, 1967) è dedicata a creare un dialogo tra arte e fisica: acciaio, vetro, fluidi e calcestruzzo formano installazioni in bilico tra energia e fragilità, le cui incerte conseguenze sono parte integrante dell’opera.
Giovedì 16 ottobre, alle ore 18,30, l’artista sarà protagonista della conferenza «Tempo come sostanza» all’Accademia Filarmonica di Casale Monferrato (Al), in conversazione con Luigi Cerutti, amministratore delegato della Società Editrice Allemandi, e l’artista Marco Porta: una meditazione sul concetto di «tempo», inteso come forza instabile che attraversa la materia che, nelle sue opere, è in perenne trasformazione, come la vita stessa.
Artista nato e cresciuto in provincia di Vicenza, dove attualmente vive e lavora, Sassolino ha esposto nei più prestigiosi spazi al mondo, dal Palais de Tokyo di Parigi al Peggy Guggenheim di Venezia al Mart di Rovereto; ha rappresentato Malta alla Biennale d’Arte di Venezia del 2022, ed è l’unico artista italiano invitato alla Biennale d’Arte Islamica organizzata a Gedda, in Arabia Saudita.
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