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Redazione
Leggi i suoi articoliPer iniziativa della Diriyah Biennale Art Foundation, la seconda edizione della Biennale delle Arti Islamiche, si terrà dal 25 gennaio al 25 maggio a Gedda, in Arabia Saudita, presso il Western Hajj Terminal dell’aeroporto internazionale King Abdulaziz, luogo che funge da porto d’ingresso per milioni di pellegrini in viaggio verso la Mecca e Medina.
Il tema scelto dai curatori Julian Raby, Amin Jaffer nel suo ruolo di Direttore della Al Thani Collection e Abdul Rahman Azzam insieme all’artista saudita Muhannad Shono per la sezione di Arte Contemporanea, riprende un versetto che ricorre più volte nel Corano, «e Dio creò i cieli e la terra e tutto ciò che sta nel mezzo». La frase, che dà il titolo «And all that is in between» alla kermesse, si riferisce alla creazione e permette di esplorare i diversi modi in cui la fede si esprime nella civiltà islamica attraverso un percorso coinvolgente sia dal punto di vista estetico sia spirituale.
Sono più di venti gli artisti partecipanti, provenienti dall’Arabia Saudita, dalla regione del Golfo e da altri Paesi. Tra questi, l’unico italiano invitato da Shono è Arcangelo Sassolino (entrambi hanno partecipato alla 59ma edizione della Biennale d’Arte di Venezia, rispettivamente al Padiglione dell’Arabia Saudita e a quello di Malta), al quale è stato chiesto di realizzare un’opera site specific. Con «Memory of becoming», l’artista vicentino (1967) cercherà di rispecchiare le caratteristiche della Biennale mediorientale volte ad esplorare e celebrare le connessioni tra arte, cultura e spiritualità.
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