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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa spada laser di Darth Vader, protagonista de L’Impero colpisce ancora (1980) e Il ritorno dello Jedi (1983), è stata aggiudicata a Londra per 3,6 milioni di dollari nella grande asta di Propstore dedicata ai cimeli cinematografici. Si tratta del prezzo più alto mai raggiunto da un oggetto di scena legato alla saga di George Lucas, un primato che supera il precedente record di 3,1 milioni stabilito da un modello di caccia Ala-X nel 2023. Il pezzo porta su di sé le i segni delle riprese: graffi, urti e tracce d’usura che raccontano i duelli tra Luke Skywalker e il suo oscuro antagonista. Costruita a partire dall’impugnatura di un flash fotografico, arricchita da dettagli come circuiti stampati e bulloni, la spada è un esempio dell’ingegno artigianale che caratterizzava gli effetti speciali prima dell’era digitale. Il suo bagliore, infatti, fu ottenuto in post-produzione con la tecnica del rotoscoping, mentre il celebre ronzio nacque dalla sovrapposizione del suono di un proiettore e di un televisore. Il risultato ha emozionato non solo i collezionisti ma anche gli organizzatori: «Vedere un simbolo come questo diventare il cimelio più prezioso del franchise dimostra la forza culturale duratura di Star Wars», ha commentato Brandon Alinger, direttore operativo di Propstore. La vendita si è svolta nell’ambito di un catalogo che comprendeva altre icone del cinema d’avventura e fantascienza. Tra i lotti più contesi, la frusta di Indiana Jones realizzata dal maestro artigiano David Morgan, aggiudicata per 485.100 dollari; un raro ciak a forma di dente di squalo utilizzato da Steven Spielberg per Jaws (1975), battuto a 94.500 dollari nel cinquantesimo anniversario del film; il neuralizzatore di Men in Black (1997), salito a 315.000 dollari; e l’elmo di Sauron de Il Signore degli Anelli, venduto a quasi 290.000 dollari. Non sono mancati oggetti per i fan delle saghe televisive: il flauto Ressikan suonato da Jean-Luc Picard in Star Trek: The Next Generation ha raggiunto 403.200 dollari, quasi dieci volte rispetto al prezzo con cui era apparso da Christie’s nel 2006.
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