Image

Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine

Image

Una veduta dell’ingresso della National Portrait Gallery di Londra

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, No Swan So Fine

Image

Una veduta dell’ingresso della National Portrait Gallery di Londra

Foto tratta da Wikipedia, CC BY-SA 4.0, No Swan So Fine

1,5 miliardi di sterline: per aiutare i cittadini il Governo britannico punta sulla cultura

In un clima di crisi economica, la Gran Bretagna ha deciso di sostenere organizzazioni artistiche, musei, edifici storici e biblioteche per ripristinare l’orgoglio nazionale e alleviare le famiglie nel fronteggiare il costo della vita

Cecilia Paccagnella

Leggi i suoi articoli

«Questo finanziamento manterrà aperte le porte e accese le luci di migliaia di organizzazioni artistiche, musei, edifici storici e biblioteche che altrimenti sarebbero stati a rischio di chiusura. Sbloccherà opportunità per milioni di persone rimaste tagliate fuori per troppo tempo». Nelle parole della segretaria alla Cultura britannica, Lisa Nandy, non ci sono dubbi: la Gran Bretagna vuole puntare sulla cultura e lo fa con 1,5 miliardi di sterline (1,72 miliardi di euro). 

L’importo sarà distribuito in un arco di cinque anni (2025-30) e verrà così utilizzato: di 760 milioni, 600 andranno ai musei nazionali e alle organizzazioni culturali sostenuti dal Dcms-Department for Digital, Culture, Media & Sport per coprire interventi di manutenzione e lavori essenziali sugli immobili (a poter richiedere il sostentamento sono il British Museum, il Museum of the Home, l’Imperial War Museums, la National Gallery, i National Museums Liverpool, la National Portrait Gallery, il Natural History Museum, le Royal Armouries, i Royal Museums Greenwich, il Science Museum Group, il Sir John Soane’s Museum, il Tate Gallery Group, il Victoria and Albert Museum, The Wallace Collection, The Bfi e la British Library); e 160 milioni saranno destinati a musei locali e regionali, aiutandoli ad affrontare le spese di manutenzione arretrate, affiancati anche dal Museum Transformation, un programma da 13,6 milioni di sterline per implementare modelli di business più sostenibili.

A supporto di circa 300 progetti culturali in tutto il Paese opera il Creative Foundations Fund da 425 milioni, mentre 230 milioni di sterline saranno stanziati per proteggere e salvaguardare edifici storici su tutto il territorio nazionale, inclusi luoghi di culto. 

Alla cultura scritta, invece, saranno riservati 27,5 milioni di sterline che il Libraries Improvements Fund convoglierà nell’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie delle biblioteche pubbliche.

Dal 2027 anche l’Ace-Arts Council England riceverà un aumento del 5%, per un totale di 80 milioni di sterline in quattro anni. «Il nuovo investimento del Governo contribuirà a far crescere la nostra economia creativa e culturale, consentendo alla nostra forza lavoro, dedicata e talentuosa, di realizzare un lavoro più stimolante per più persone in più luoghi, ha affermato l’amministratore delegato dell’Ace, Darren Hanley. Continuando a finanziare la nostra infrastruttura, il Governo investe nel nostro futuro collettivo, garantendo opportunità creative per le generazioni future».

Alla base di una simile decisione, come si legge sul sito del Governo britannico, il benessere dei cittadini: «Poiché il costo della vita continua a gravare sulle famiglie in tutta la Gran Bretagna, i finanziamenti per i nostri preziosi luoghi culturali garantiranno spazi vitali, accessibili e accoglienti dove le comunità possano riunirsi e celebrare ciò che rende speciale il loro territorio. (…) Questo contributo finanziario aiuterà a ripristinare l’orgoglio nazionale per i beni della comunità, a unire le persone e a sostenere opzioni gratuite o a basso costo per le gite giornaliere, nell’ambito dell’impegno del governo per fornire un sostegno alle famiglie nel fronteggiare il costo della vita».

Cecilia Paccagnella, 22 gennaio 2026 | © Riproduzione riservata

Altri articoli dell'autore

Giunto alla sua decima edizione, il Premio, istituito nel 2005 grazie alla collaborazione tra Max Mara, la Collezione Maramotti e la Whitechapel Gallery di Londra, diventa nomadico. Per l’avvio di questa nuova fase è stata scelta la curatrice italiana, che ha deciso di collaborare con l’indonesiano Museum Macan

In collaborazione con Icom Italia, sono stati interpellati specialisti di ogni genere (direttori di musei, giornalisti, professori, funzionari del MiC, membri del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale) per raccontare le sfide che un museo deve affrontare ogni giorno: dalla valorizzazione dei beni al contrasto dei crimini che ne minacciano l’integrità

Ma i termini dell’affermazione, secondo le ricostruzioni del settimanale locale «Daily Maverick», non sussistono. «È prassi comune che i padiglioni siano finanziati da una serie di soggetti, dagli sponsor tecnologici ai collezionisti, dai musei alle gallerie, ecc.», ha spiegato l’artista

A Münster sono riuniti per la prima volta in Germania i lavori incompleti della coppia che ha realizzato progetti su larga scala, in tutto il mondo

1,5 miliardi di sterline: per aiutare i cittadini il Governo britannico punta sulla cultura | Cecilia Paccagnella

1,5 miliardi di sterline: per aiutare i cittadini il Governo britannico punta sulla cultura | Cecilia Paccagnella