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Cecilia Paccagnella
Leggi i suoi articoli«Questo finanziamento manterrà aperte le porte e accese le luci di migliaia di organizzazioni artistiche, musei, edifici storici e biblioteche che altrimenti sarebbero stati a rischio di chiusura. Sbloccherà opportunità per milioni di persone rimaste tagliate fuori per troppo tempo». Nelle parole della segretaria alla Cultura britannica, Lisa Nandy, non ci sono dubbi: la Gran Bretagna vuole puntare sulla cultura e lo fa con 1,5 miliardi di sterline (1,72 miliardi di euro).
L’importo sarà distribuito in un arco di cinque anni (2025-30) e verrà così utilizzato: di 760 milioni, 600 andranno ai musei nazionali e alle organizzazioni culturali sostenuti dal Dcms-Department for Digital, Culture, Media & Sport per coprire interventi di manutenzione e lavori essenziali sugli immobili (a poter richiedere il sostentamento sono il British Museum, il Museum of the Home, l’Imperial War Museums, la National Gallery, i National Museums Liverpool, la National Portrait Gallery, il Natural History Museum, le Royal Armouries, i Royal Museums Greenwich, il Science Museum Group, il Sir John Soane’s Museum, il Tate Gallery Group, il Victoria and Albert Museum, The Wallace Collection, The Bfi e la British Library); e 160 milioni saranno destinati a musei locali e regionali, aiutandoli ad affrontare le spese di manutenzione arretrate, affiancati anche dal Museum Transformation, un programma da 13,6 milioni di sterline per implementare modelli di business più sostenibili.
A supporto di circa 300 progetti culturali in tutto il Paese opera il Creative Foundations Fund da 425 milioni, mentre 230 milioni di sterline saranno stanziati per proteggere e salvaguardare edifici storici su tutto il territorio nazionale, inclusi luoghi di culto.
Alla cultura scritta, invece, saranno riservati 27,5 milioni di sterline che il Libraries Improvements Fund convoglierà nell’ammodernamento delle strutture e delle tecnologie delle biblioteche pubbliche.
Dal 2027 anche l’Ace-Arts Council England riceverà un aumento del 5%, per un totale di 80 milioni di sterline in quattro anni. «Il nuovo investimento del Governo contribuirà a far crescere la nostra economia creativa e culturale, consentendo alla nostra forza lavoro, dedicata e talentuosa, di realizzare un lavoro più stimolante per più persone in più luoghi, ha affermato l’amministratore delegato dell’Ace, Darren Hanley. Continuando a finanziare la nostra infrastruttura, il Governo investe nel nostro futuro collettivo, garantendo opportunità creative per le generazioni future».
Alla base di una simile decisione, come si legge sul sito del Governo britannico, il benessere dei cittadini: «Poiché il costo della vita continua a gravare sulle famiglie in tutta la Gran Bretagna, i finanziamenti per i nostri preziosi luoghi culturali garantiranno spazi vitali, accessibili e accoglienti dove le comunità possano riunirsi e celebrare ciò che rende speciale il loro territorio. (…) Questo contributo finanziario aiuterà a ripristinare l’orgoglio nazionale per i beni della comunità, a unire le persone e a sostenere opzioni gratuite o a basso costo per le gite giornaliere, nell’ambito dell’impegno del governo per fornire un sostegno alle famiglie nel fronteggiare il costo della vita».
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