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Rune Mields

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Rune Mields

Addio a Rune Mields, l'artista che trasformò la matematica in linguaggio visivo

È morta a Colonia all'età di 91 anni Rune Mields, tra le figure più originali dell'arte concettuale tedesca. Autodidatta, ha costruito per oltre cinquant'anni una ricerca che intrecciava matematica, geometria, storia delle civiltà e sistemi simbolici, partecipando a Documenta 6 e lasciando opere nelle principali collezioni museali europee.

Ginevra Borromeo

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È morta il 27 giugno a Colonia, all'età di 91 anni, Rune Mields, tra le protagoniste dell'arte concettuale tedesca del secondo Novecento. La notizia è stata diffusa dall'agenzia di stampa tedesca DPA. Con una ricerca sviluppata per oltre mezzo secolo, Mields ha costruito un percorso unico, nel quale matematica, geometria, filosofia e storia delle civiltà sono diventate strumenti per interrogare l'origine delle forme e dei sistemi di conoscenza.

Nata a Münster nel 1935, Mields non seguì un percorso accademico artistico. Dopo un apprendistato come libraia, iniziò a dedicarsi all'arte intorno ai trent'anni, sviluppando una pratica completamente autodidatta. La sua affermazione arrivò alla fine degli anni Sessanta con i Röhrenbilder ("Quadri di tubi"), grandi tele monocrome sulle quali rappresentava strutture geometriche tridimensionali con un linguaggio iperrealista che già lasciava emergere il suo interesse per l'ordine matematico.

Negli anni Settanta, dopo il trasferimento a Colonia, la sua ricerca si allontanò progressivamente dalla rappresentazione per concentrarsi sui sistemi simbolici che hanno organizzato il pensiero umano nel corso della storia. Numeri, formule, alfabeti, diagrammi e figure geometriche divennero il lessico di un'indagine che attraversava culture e periodi storici, mettendo in relazione la geometria antica, la musica barocca, i simboli della fertilità paleolitica, le decorazioni islamiche e la tradizione artistica occidentale.

«Per capire la vita bisogna capire la matematica. Essa descrive i principi fondamentali del mondo», dichiarava nel 2025 alla rivista Monopol, sintetizzando una visione che ha attraversato tutta la sua produzione. Per Mields, la matematica non rappresentava una disciplina astratta, ma una struttura capace di rivelare connessioni profonde tra natura, cultura e percezione.

La critica ha spesso sottolineato questa doppia natura del suo lavoro. Come osservava Noemi Smolik su Frieze, le sue opere, pur costruite attraverso numeri, parole e segni, non si esaurivano nella dimensione concettuale, mantenendo sempre una forte qualità grafica e una sorprendente intensità visiva. L'ordine matematico conviveva così con una componente estetica capace di trasformare diagrammi e formule in immagini di grande forza formale.

Il riconoscimento internazionale arrivò con la partecipazione a Documenta 6 di Kassel nel 1977, una delle edizioni che contribuirono a ridefinire il ruolo dell'arte concettuale sulla scena europea. Nel 2000 le venne assegnato il Premio Gabriele Münter, riconoscimento destinato alle artiste tedesche over 40, mentre nel 2025, in occasione del suo novantesimo compleanno, il Kunstmuseum Bonn e il Ludwig Forum Aachen le dedicarono importanti mostre personali, contribuendo a una rinnovata attenzione critica nei confronti della sua opera.

Ginevra Borromeo, 01 luglio 2026 | © Riproduzione riservata

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