Una costellazione di musei in Basilicata

Dai reperti arcaici ad Anish Kapoor, dalla grafica alle scienze naturali, le istituzioni culturali della regione

Il museo Torre di Satriano
Fiorella Fiore |

Il sistema museale della Basilicata è caratterizzato da piccole importanti realtà diffuse capillarmente sul territorio, a partire dalla rete della Direzione Regionale Musei, guidata da Anna Maria Mauro.

Tra i principali musei spiccano l’Archeologico Nazionale di Metaponto e l’Archeologico Nazionale della Siritide a Policoro; insieme ai rispettivi parchi archeologici offrono al visitatore testimonianze delle importanti colonie magnogreche lì fondate.

A Potenza si segnala il Museo Nazionale della Basilicata «Dinu Adamesteanu», che sviluppa una lettura completa della diversità e complessità dei siti archeologici della Basilicata.

Nella provincia, oltre alla terrazza sul mare Palazzo De Lieto a Maratea, sede della «Pinacoteca Angelo Brando» (Maratea, 1878-Napoli, 1955), è da segnalare il Museo Archeologico Nazionale «Massimo Pallottino» a Melfi, con sede nel castello fatto costruire da Guglielmo d’Altavilla nel XI secolo e ampliato da Federico II, le cui sale conservano reperti dall’epoca arcaica (VII secolo a.C.) al periodo romano del III secolo a.C.

Testimonianze del periodo romano sono anche negli istituti e aree archeologiche del Museo Archeologico Nazionale dell’Alta Val d’Agri di Grumentum, e nel Museo Archeologico Nazionale di Venosa, da poco riallestito.

A Matera va senz’altro visitato Palazzo Lanfranchi, sede con il Museo Archeologico «Domenico Ridola» del Museo Nazionale di Matera: qui la Collezione Camillo d’Errico e il grande pannello di Carlo Levi «Lucania ’61».

Gli altri musei
Accanto alla rete della Direzione Regionale ce n’è un’altra fatta di realtà autonome. A Potenza si segnalano il Museo Provinciale Archeologico, il più antico della regione (inaugurato nel 1907), e la Pinacoteca annessa, con opere dal XIX al XX secolo.

In Val d’Agri (Pz), a Moliterno, la rete dei Musei Aiello, MAM, con una collezione di opere dell’Otto e Novecento e opere, tra gli altri, di Michele Tedesco, nato a Moliterno (1834-Napoli, 1917), Luigi Guerricchio, Michelangelo Pistoletto e Italo Squitieri, ceramiche del ’900 e una biblioteca con libri e stampe sulla Basilicata dal Seicento a oggi, il tutto in sette sedi.

A Tito (Pz) c’è il Museo Multimediale della Torre di Satriano, nella Torre normanna che domina la valle attraversata dall’antica via Herculea; gli scavi hanno restituito testimonianze dal IV secolo a.C. al Medievo. A Montemurro (Pz) la Casa delle Muse, sede della Fondazione Leonardo Sinisgalli dedicata all’intellettuale lucano detto il «Leonardo del Novecento».

A Castronuovo Sant’Andrea (Pz) il M.I.G. Museo Internazionale della Grafica, con oltre 2mila opere grafiche del XIX, XX e XXI secolo, l’Atelier Calcografico «Guido Strazza», l’Atelier litografico «Kengiro Azuma» e il Museo Internazionale del Presepio «Vanni Scheiwiller».

E poi i musei «a cielo aperto»: il progetto Artepollino, con le opere di Anish Kapoor e Carsten Höller a Latronico e San Severino Lucano, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, e il Percorso museale di Teana (Pz), con le sculture di Marino di Teana (Teana, 1920 - Perigny-sur-Yerres, 2012).

Il MUSMA, Museo della Scultura contemporanea di Matera, con opere di Kengiro Azuma, Arman, Giosetta Fioroni e Maria Lai collocate negli ipogei. Nella provincia, ad Aliano, paese che ospitò il confino di Carlo Levi di cui è possibile visitare la casa, vi è il MuA, Musei uniti di Aliano, con la Pinacoteca «Carlo Levi» e il Museo Permanente «Paul Russotto».

La nutrita offerta si completa con i musei diocesani (a Potenza, Matera, Tricarico, Melfi e Acerenza, di cui è importante segnalare anche la maestosa cattedrale consacrata nel 1080), demo-etno-antropologici, multimediali e di storia e scienze naturali disseminati in tutta la regione.

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