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Un raro Gauguin e un Giacometti in miniatura

Le aste parigine di Sotheby's e Christie's

«Le Jardin de Pissarro, quai du Pothuis à Pontoise» (1881, particolare del recto) di Paul Gauguin. © Sotheby’s/ArtDigital Studio

Parigi. Nella vendita di arte impressionista e moderna che Sotheby’s presenta a Parigi il 29 marzo spicca, per rarità, una tela giovanile di Paul Gauguin, «Le Jardin de Pissarro, quai du Pothuis à Pontoise» del 1881 (stima 600-900mila euro).

L’opera appare per la prima volta in asta dopo essere rimasta dal 1920 nella stessa collezione, è stata finora esposta solo in due occasioni, a Pont-Aven nel 1964 e nella mostra «Painting the Modern Garden: Monet to Matisse» al Cleveland Museum of Art nel 2015-16 ed è dipinta su ambo i lati (sul retro figurano due autoritratti di Gauguin, che il suo catalogo ragionato presenta come i primi noti dell’artista). È inoltre una rara testimonianza del ruolo di mentore artistico assunto da Camille Pissarro (è lui il personaggio raffigurato sotto l’ombrello, noto per dipingere sotto un parasole) verso Gauguin negli anni 1879-82, quando si frequentarono assiduamente a Pontoise.

Tra le altre opere in vendita si segnala la terracotta «Donna con braccia incrociate (Françoise)» (1950) di Picasso (300-500mila), mentre rientra nella selezione di arte surrealista «Il vaticinatore» (1944) di Giorgio de Chirico proposto alla stima di 250-350mila euro.

Sempre a Parigi il 29 marzo, nella vendita di impressionisti e moderni, Christie’s presenta invece opere già note sul mercato negli ultimi decenni ma di altrettanto interesse che spaziano nei principali movimenti del XX secolo: Fauvisme, Pointillisme, Nabis, Cubismo e Surrealismo.

A guidare la schiera è la scultura di Alberto Giacometti «Projet pour un monument à Gabriel Péri», concepita nel 1946 come bozzetto del monumento a un martire della resistenza francese (1,2-1,5 milioni). Poiché la versione monumentale non fu mai realizzata, di quest’opera Giacometti più tardi creò la versione in questa scala (h 39,2 cm) in bronzo a patina verde e bruna in un’edizione di 8 esemplari. «Verre et pipe» del 1917 (700-900mila) è esemplificativo del passaggio di Picasso dal Cubismo sintetico al Cubismo analitico. L’opera si ricollega al suo coinvolgimento, proprio nel ’17, nel balletto «Parade».

Spiccano inoltre, di Auguste Rodin, «Le baiser, 4ème réduction ou petit modèle», concepito come parte del gruppo «La Porte de l’Enfer» ma che nel 1887 Rodin decise essere ritratto autonomo di Paolo e Francesca dal Canto V dell’Inferno di Dante (200-300mila). Figurano anche due grandi nomi dell’Impressionismo, Alfred Sisley, con «La Seine à Bougival» del 1876 (600-900mila), e Georges Seurat, con «La maison au toit rouge» del 1883 ca (350-450mila). Infine, a richiamare il record d’artista dello scorso ottobre, il ritratto «Femme au chapeau cloche» (1919) realizzato da Jeanne Hébuterne (80-100mila), musa e compagna di Modigliani.

Giovanni Pellinghelli del Monticello, da Il Giornale dell'Arte numero 395, marzo 2019


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