Un mercato che gratta il fondo del barile

Arabella Cifani |  | Parigi

A Paris Tableau spiccavano i ritratti di Frans Pourbus il Giovane degni di un museo prestigioso esposti dalla Weiss Gallery di Londra. Per quanto riguarda i quadri italiani, molti di bella o comunque piacevole resa figurativa, ma pochi i capolavori. Lampronti con i suoi incantevoli Vanvitelli; Canesso con un piccolo paesaggio di Pier Francesco Mola di poetica, prodigiosa bellezza; Maurizio Nobile con qualche bolognese e veneto desiderabili.

Resta però l’impressione che il mercato della pittura antica in tutta Europa stia grattando il fondo del barile. Quello che affiora non è sempre bello. Difficile immaginare chi potesse comprare il quadro di Louis-Jacques Durameau raffigurante un macellaio che si appresta a uccidere un bue con un grosso martello o la grande tela con Enrico IV sanguinante ed esamine riportato al Louvre dopo essere stato colpito dal Ravaillac. O ancora quadri «pompier» che una decina d’anni
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