Verifica le date inserite: la data di inizio deve precedere quella di fine
Luana De Micco
Leggi i suoi articoliParigi. L’universo del teatro, le sue convenzioni e il suo immaginario, hanno ispirato Ulla von Brandenburg per la monografica che il Palais de Tokyo le dedica dal 21 febbraio al 17 maggio. La sua installazione è un’opera totale, che si sviluppa lungo un percorso di video, performance e sculture, e immersiva, in cui lo spettatore è invitato a «penetrare». L’artista tedesca (Karlsruhe, 1974) vive e lavora ormai in modo stabile dal 2005 a Parigi (dove è rappresentata dalla galleria Art:Concept).
I suoi temi di predilezione sono il movimento, il colore, la musica, il tessuto, la scena. Ulla von Brandenburg invita il visitatore del museo parigino a entrare subito nell’installazione, facendogli attraversare una serie di tende colorate, blu, rosse, gialle, nere, nelle quali ha ritagliato dei cerchi. Una sorta di prima immersione nel colore. Seguono poi cinque ambienti, anch’essi fatti di tessuti colorati, delle «capanne a geometria incerta, secondo il curatore della mostra, il critico d’arte Yoann Gourmel, ognuna delle quali presenta una funzione o una temporalità: azione, figura, rituale, notte, habitat».
Tra questi ambienti, una volta alla settimana e per tutta la durata della mostra, si esibiscono dei ballerini del Théâtre du Peuple di Bussang. Il percorso si chiude su una nota onirica con un «labirinto di tessuto» di un intenso blu dove perdersi e dove il dentro e il fuori si confondono. «Il tessuto, spiegavaUlla von Brandenburg in un’intervista del 2018, mi permette di camuffare, di nascondere, di vestire il cubo bianco del museo e in questo modo di modificare il sistema di valori e le strutture del pensiero. Uso i tessuti per creare spazi nei quali si può immaginare di trovarsi altrove, di cadere, per così dire, in altri mondi».
Altri articoli dell'autore
L’ultimo a cadere è stato l’«elefante» Jack Lang, protagonista assoluto della cultura francese. Perché stringendo amicizie con direttori di musei, artisti e collezionisti, Jeffrey Epstein (scomparso nel 2019) aveva fatto dell’arte uno strumento di potere
Al Musée de Cluny, che conserva il ciclo di arazzi e capolavoro tardomedievale de «La dama con l’unicorno», è riunito un centinaio tra manoscritti, dipinti, oreficerie, sculture e dipinti dedicati alla creatura fantastica
Alla sede parigina della Pinault Collection un centinaio di opere di una ventina di artisti moderni e contemporanei indagano il chiaroscuto come modello visivo e concettuale
50 anni della Collection de l’Art Brut, riferimento per lo studio delle pratiche artistiche outsider
In occasione dell’anniversario, l’istituzione di Losanna, costituita nel 1976 a partire da un primo nucleo donato da Dubuffet alla città, riunisce oltre 300 opere tra disegni, sculture, scritti e opere tessili di autrici e autori svizzeri o attivi in Svizzera



