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Restauro

Udine: ora tocca al Castello

Entro la fine dell’anno verranno restaurati 4.260 metri quadrati di superficie

La facciata sud del Castello di Udine

Udine. Il cuore architettonico e scultoreo del centro storico è da diversi anni oggetto di opere di manutenzione e restauro realizzate con il contributo di privati grazie all’ArtBonus. L’area interessata è quella che si estende tra la Piazza della Libertà, in stile veneziano, e il sovrastante colle del Castello, il cui sito è documentato dal X secolo e dal quale si domina tutta la città.

Dopo i restauri della cinquecentesca Loggia di San Giovanni, delle antistanti statue seicentesche di Ercole e Caco, della Torre dell’Orologio di Giovanni da Udine con le statue ottocentesche dei due Mori (in Piazza Libertà) e del campanile e dell’angelo della Chiesa di Santa Maria del Castello (sul colle), ora è il turno proprio del Castello in cima al colle, sede dei Civici Musei (Museo archeologico e numismatico, Pinacoteca, Galleria dei disegni e delle stampe e Museo friulano della fotografia).

A partire da questa primavera e fino alla fine del 2019 il Castello, costruito nel 1517 sulle macerie del preesistente distrutto dal terremoto del 1511, è interessato da un restauro che interessa le facciate anteriore e posteriore (comprese le parti lapidee con stemmi e iscrizioni dei luogotenenti veneziani avvicendatisi in città, gli elementi aggettanti e i fregi), lo scalone d’accesso posteriore (opera di Giovanni da Udine), la specola un tempo presidiata dal «guardiafogo» (di cui rimane poco di originale): un totale di 4.260 metri quadrati di superficie.

L’intervento dovrà tenere conto di tutti i restauri e rifacimenti precedenti nelle parti intonacate realizzati negli anni Trenta, Cinquanta e Ottanta del Novecento con materiali e caratteristiche diversi: seppur provvedendo a una ritinteggiata generale, si intende con un approccio conservativo almeno in parte storicizzarli in senso filologico rendendoli riconoscibili. Si cercherà di trovare anche una soluzione più ordinata dal punto di vista estetico per le diverse antenne telefoniche presenti sulla copertura dell’edificio, in gran parte al servizio delle forze dell’ordine.

Il costo previsto per l’operazione, che sarà in gran parte coperto dalle acciaierie Danieli, già mecenate dei restauri del Duomo, dell’angelo segnavento di Santa Maria del Castello, della Torre dell’Orologio e delle statue dei Mori e di Ercole e Caco, si aggira tra i 700mila e il milione di euro.

Melania Lunazzi, da Il Giornale dell'Arte numero 397, maggio 2019


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