Tutu, la sposa e la mamma: la necropoli di Al-Dayabat

È un sito di età tolemaica di cui si ignorava l'esistenza

Una parete affrescata nella necropoli tolemaica di Al-Dayabat
Francesco Tiradritti |  | Sohag

Ormai da alcuni anni il Ministero delle Antichità egiziane è impegnato in una campagna di promozione del turismo attraverso l’annuncio di ritrovamenti archeologici. Se da un lato questo atteggiamento, a lungo andare, rischia di creare un’«inflazione» di clamorose scoperte, dall’altro ha il merito di mettere sotto i riflettori della stampa internazionale siti di cui si ha scarsa o nessuna conoscenza.

È il caso della necropoli di Al-Dayabat, località in prossimità di Sohag (500 km ca a sud del Cairo), salita alla ribalta delle cronache più recenti per il ritrovamento fortuito di una necropoli di età tolemaica (323-30 a.C.) di cui fino a quel momento si ignorava l’esistenza. La sua identificazione era avvenuta nell’ottobre scorso a seguito dell’arresto di alcuni tombaroli. Di tutti i sepolcri localizzati è stata scavata e restaurata la tomba di un certo Tutu figlio di Sheretaset.

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