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Musei

Tutti i Raffaello del Vaticano

Città del Vaticano. Dopo aver contribuito alla realizzazione della mostra «Raffaello 1520-1483», inaugurata in marzo alle Scuderie del Quirinale di Roma e oggi chiusa al pubblico per l’emergenza sanitaria, i Musei Vaticani annunciano un fitto programma di manifestazioni per celebrare il cinquecentenario della morte del pittore. Dal 20 al 22 aprile la Sala VIII della Pinacoteca Vaticana accoglierà (ancora confermato al momento di andare in stampa) il convegno internazionale di studi «Raffaello in Vaticano».

Con la cura di Barbara Jatta, direttrice dei Musei del papa, e di Guido Cornini, direttore del Dipartimento Belle Arti della medesima istituzione museale, studiosi da tutto il mondo presenteranno le proprie ricerche sull’opera pittorica e architettonica dell’Urbinate. Particolare risalto sarà dato ai restauri compiuti negli ultimi decenni su affreschi, pitture, mobili e arazzi conservati nelle collezioni vaticane, soprattutto grazie ai Patrons of the Arts in the Vatican Museums. Contestualmente sarà inaugurato il nuovo allestimento della stessa Sala che ospita le giornate di studio, e che al suo interno custodisce, oltre agli arazzi realizzati per la Cappella Sistina su disegno di Raffaello, tre celebri pale di mano del pittore: la «Pala Oddi», la «Madonna di Foligno» e la «Trasfigurazione».

La «Pala Oddi» è stata sottoposta a pulitura, rimuovendo dalla superficie pittorica le vernici alterate, mentre gli altri due dipinti sono stati oggetto di una revisione generale. Tutte le pale, valorizzate da una nuova illuminazione a luci fredde realizzata da Osram, sono state ricollocate nelle cornici antiche, rimosse negli anni Ottanta, ora rinvenute in un deposito e restaurate. Sempre in aprile tutto il complesso delle quattro Stanze di Raffaello sarà dotato di un impianto di climatizzazione, mentre si avviano a conclusione i lavori di restauro nella Sala di Costantino, l’ultima e la più vasta, commissionata da Leone X e portata a compimento nel 1524, dopo la scomparsa di Raffaello, da Giulio Romano e da altri collaboratori.

Arianna Antoniutti, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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