Tony Cragg, materialista radicale

Da Thaddaeus Ropac 12 sue sculture degli ultimi tre anni

Un'opera della serie «Skulls», di Tony Cragg. © Tony Cragg / Adagp, Parigi, 2020
Luana De Micco |  | PARIGI

Thaddaeus Ropac espone, dodici sculture realizzate da Toni Cragg tra il 2018 e il 2020. L’artista (Liverpool, 1949), che dal 1977 vive a Wuppertal in Germania, si definisce un «materialista radicale». Di formazione tecnico biochimico, trae ispirazione dai fenomeni naturali, ma la sua scultura più che rappresentare la natura evoca le emozioni che essa risveglia.

La ricerca sui materiali, reinventati, modellati, levigati, con la sperimentazione di combinazioni diverse e di tecniche nuove, tra cui la stratificazione, è centrale nel suo lavoro.

Sono presentate opere della serie «Skulls» (2018) e due della serie «Pair», entrambe del 2019, l’una in legno, l’altra in acciaio inossidabile, composte ognuna da due colonne ellittiche autoportanti.

Per le opere della serie «Stacks» (2018), Cragg si è ispirato alle sue prime composizioni, realizzate con la tecnica dell’accumulazione di materiali di recupero, e che ora dà origine a forme eleganti in materiali nobili, come il bronzo.

È allestita anche un’opera monumentale in legno della serie «No Time», del 2019, ispirata ai fenomeni geologici. La mostra «Inhabitant: sculpture» si tiene dall’11 settembre al 17 ottobre.

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