Tesori in banca

Stefano Miliani |  | Perugia

Il centinaio di opere radunate fino al 15 settembre a Palazzo Baldeschi al Corso sotto il titolo «Da Giotto a Morandi. Tesori d’arte di Fondazioni e Banche italiane» (catalogo Fabrizio Fabbri Editore) induce a pensare alla lunga azione per le arti compiuta dagli istituti di credito nei loro territori, anche se è inevitabile riflettere sui recenti rovesci speculativi di alcune banche che hanno eroso, oltre alla fiducia di numerosi cittadini, le capacità di acquisire opere d’arte o di finanziare la cultura.


Dal piccolo e stupendo «San Francesco» di Giotto datato 1320 al meno noto Gian Domenico Cerrini con una «Sacra famiglia» del 1650 della Fondazione CariPerugia, da un inappuntabile ritratto del 1775 di Pompeo Batoni da Lucca a una natura morta di Filippo de Pisis datata 1934 e concessa da Macerata, l’ampio spettro dei dipinti rende conto di un fenomeno sociale che ha contribuito molto alla
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