Terremoto: il soprintendente si ribella

«Le opere ricoverate ad Ancona dopo il sisma? Una polemica pretestuosa»

Stefano Miliani |  | Ancona

«Al 19 dicembre nelle Marche avevamo recuperato 2.345 opere d’arte mobili da chiese, palazzi ed edifici danneggiati e continuiamo a intervenire dove ci sono situazioni di crisi. Siamo stati tempestivi e certe critiche verso il nostro operato sono del tutto errate». Carlo Birrozzi, il soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche, contesta quanto riferito sulla gestione del dopo terremoto dal sindaco di Matelica e storico dell’arte Alessandro Delpriori, dal responsabile dei beni culturali della Diocesi di Camerino Luca Maria Cristini e dalla direttrice dei Musei Sistini Paola Di Girolamo. 

Un problema denunciato è la burocrazia che rallenta i recuperi. «La burocrazia c’è, commenta, tutto è stato accentrato a Rieti, dove le decisioni passano dall’unità di crisi centrale, ma in questo terremoto si sono danneggiati molti più beni culturali che in passato. Abbiamo fatto
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