Terrazze con vista dagli Uffizi

Dopo il recupero della Sala delle Carte geografiche, che era un terrazzo, ora è la volta della Terrazza Vasariana

«Lo Stato Nuovo Senese» di Ludovico Buti, Firenze, Sala delle carte geografiche degli Uffizi © Gallerie degli Uffizi La parete orientale della sala delle Carte Geografiche, aperta sulla città © Gallerie degli Uffizi
Elena Franzoia |  | Firenze

All’inizio di maggio inizia il restauro promosso dal Comune della Terrazza Vasariana, panoramica balconata sul lato meridionale degli Uffizi affacciata sul fiume e sul Lungarno Anna Maria Luisa dei Medici.

I lavori, per un costo di 300mila euro, avranno una durata prevista di sei mesi e ovvieranno alla secolare esposizione agli agenti atmosferici dell’antico manufatto, consolidando la struttura e recuperando elementi in pietra serena e intonaci. Si tratterà anche dell’occasione per ripulire la terrazza da agenti vegetali infestanti (sarà ricollocata la pavimentazione originale in pietra, di cui si rende necessaria la rimozione per i lavori di consolidamento).

A fine anno saranno quindi due le terrazze panoramiche degli Uffizi restaurate, una interna e una esterna. È appena stato pubblicato il volume Il terrazzo della carte geografiche agli Uffizi, a cura di Anna Bisceglia, Antonio Godoli, Daniela Smalzi, Cristiana Todaro (Nomos Edizioni, 361 pp., € 70) che documenta con oltre 370 immagini e il contributo multidisciplinare di trenta autori l’ambizioso restauro della Sala delle Carte Geografiche, ambiente di circa 100 metri quadrati riaperto dopo vent’anni di chiusura e due di lavori.

Gli interventi hanno richiesto oltre 50 specialisti e 700mila euro, quasi interamente donati dall’associazione statunitense Friends of the Uffizi Gallery. Nata come terrazzo aperto dell’ala di Levante al secondo piano della fabbrica vasariana, la Sala prende il nome da due grandi carte geografiche del tardo Cinquecento commissionate dal granduca Ferdinando I, ideate da Stefano Bonsignori e dipinte a olio da Ludovico Buti nel solco «di una tradizione di eccellenza tutta fiorentina nella rappresentazione del territorio, sottolinea la geografa Margherita Azzari, che da Leonardo giunge all’Istituto geografico militare».
Dettaglio della parete meridionale della sala delle Carte Geografiche con l’Isola d’Elba e il piano in commesso raffigurante il Porto di Livorno (Cristofano Gaffuri su disegno di Jacopo Ligozzi, 1588) © Gallerie degli Uffizi
Il progetto iconografico celebra potenza e vastità dello stato mediceo, ormai esteso sia sul Dominio Vecchio fiorentino sia su quello Nuovo senese. Sul terzo lato in muratura, l’attuale rappresentazione dell’Isola d’Elba in tempera magra è successiva alla demolizione e ricostruzione ottocentesca della parete originaria, dovuta a motivi strutturali.

Tamponato da vetrate per volontà del granduca, l’ex terrazzo fu arricchito da un sontuoso soffitto dedicato a Diana astrale proveniente da Palazzo Firenze, prima residenza romana dell’allora cardinale Ferdinando, in cui l’artista prediletto Jacopo Zucchi dipinse allegorie notturne legate al «buon governo», come il Silenzio e la Vigilanza.

«Mentre nella Sala della Guardaroba di Palazzo Vecchio protagonista delle carte è tutto il mondo allora conosciuto, qui assistiamo alla celebrazione della Toscana, con carte a scala 1:30.000 che riportano nomi vergati in oro e piccole vedute di oltre 1.200 luoghi, afferma il direttore degli Uffizi Eike Schmidt. La nostra scelta di esporre come unica opera mobile un piano in commesso del 1588, disegnato da Jacopo Ligozzi, prosegue questo programma celebrativo rendendo omaggio al porto di Livorno, la cui importanza si deve all’impulso granducale».

Come precisa Cristiana Todaro, che ha diretto il team di restauro dell’Opificio delle Pietre Dure, «l’uso della pittura a olio, fortemente snaturata e ridipinta nel corso dei secoli, rispondeva da un lato alla necessità di una tecnica che consentisse maggiore lentezza e meticolosità rispetto all’affresco, dall’altro alla volontà di ottenere raffinati effetti naturalistici e tridimensionali, esaltati dall’uso di materiali preziosi come oro, malachite e azzurrite».

Porta la firma di Antonio Godoli e Nicola Santini il progetto architettonico, che adegua funzionalmente la Sala disponendo lungo il perimetro le sedute e le barre illuminanti wall washer a led.
Il soffitto della sala delle Carte Geografiche dedicato a Diana astrale, dipinto da Jacopo Zucchi per Palazzo Firenze e riadattato per gli Uffizi da Ludovico Buti © Gallerie degli Uffizi

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