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Sisma dopo sisma, i progetti devono adeguarsi

Sisma dopo sisma, i progetti devono adeguarsi

Stefano Miliani

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Con quel campanile che svetta su Bucchianico, borgo arroccato su un colle a sud di Chieti, la chiesa di Sant’Urbano (fondata nel Medioevo e ricostruita nel ’700) aveva 2 milioni di euro stanziati per restauri dopo il sisma del 2009 ed era in corso di elaborazione il progetto; il nuovo sisma ha reso più urgente e più complesso l’intervento pianificato. Benché la chiesa, che conserva reliquie ritenute del santo, sia molto usata per cerimonie religiose popolari, il Comune l’ha fatta chiudere perché, spiega Vincenzo Scarci della Soprintendenza dell’Abruzzo, «si evidenziano profonde lesioni dovute al cedimento parziale del terreno di fondazione sulla parete sud-ovest, nell’angolo dove è ubicata la torre campanaria, nel pavimento e su tutti gli archi della volta nella navata, oltre che nel pavimento della cripta». Va perciò calibrato diversamente il restauro strutturale.

Nel centro storico di L’Aquila, ha risentito con particolare forza delle scosse del 30 ottobre la chiesa di Santa Giusta, la più antica della città con rosone gotico sulla facciata di metà ’300 e affreschi quattrocenteschi all’interno. Anche qui i restauri postsisma del 2009 devono essere adeguati: «Con progetti preliminari da 6-7 milioni avevamo attuato il primo lotto da 2 milioni», dice Berardino Di Vincenzo, della Soprintendenza di L’Aquila e cratere. «Il progetto dei restauri va rivisto, ma, salvo tempi più lunghi, cambierà di poco».
 

Stefano Miliani, 10 gennaio 2017 | © Riproduzione riservata

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