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Restauro

Si progetta il restauro di un pulpito di Giovanni Pisano

È quello di Sant'Andrea a Pistoia. L'iniziativa accolta e condivisa dai Friends of Florence

Un particolare del pulpito di Giovanni Pisano a Pistoia. Foto di Niccolò Begliomini

Pistoia. È in corso il progetto di studio finalizzato al restauro di uno dei capolavori della scultura tra Due e Trecento, il pulpito di Giovanni Pisano nella chiesa di Sant’Andrea (l’ultimo intervento consistente risale al 1836). Di forma esagonale, poggiante su sette esili colonne di marmo rosso con capitelli corinzi, il pulpito presenta un programma iconografico sul tema della Redenzione articolato in tre ordini. Iscritti in latino lungo la fascia inferiore dei pannelli sono la firma dell’autore, la data, 1301, il nome del committente, il pievano Arnoldo, e quello dei tesorieri, Andrea Vitelli e Tino di Vitale.

Il progetto, che si svolge sotto la direzione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Firenze e le province di Pistoia e Prato, è stato accolto e condiviso dalla Fondazione Friends of Florence. È stato così possibile, spiega Il soprintendente Andrea Pessina, riprendere le indagini già avviate tra il 2007 e il 2008 dall’Opificio delle Pietre Dure (grazie a una campagna di studio finanziata dalla Getty Foundation), che ora saranno completate in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Terra e il Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Firenze.

Dopo il restauro del Cenacolo del Ghirlandaio nella Badia a Passignano, la Fondazione si è dunque nuovamente rivolta al territorio toscano sottoscrivendo un protocollo d’intesa con la Diocesi di Pistoia e la Parrocchia di Sant’Andrea per un importo complessivo di 230mila euro. Tra le varie indagini, il rilievo analitico e di dettaglio mediante scansione laser della struttura architettonica del pulpito, l’indagine sul suo sistema di fondazione e l’installazione di accelerometri e traduttori di velocità per la valutazione delle frequenze proprie per comprendere il comportamento dinamico del monumento.

Nel frattempo è stato però avviato con urgenza, sotto la direzione di Maria Cristina Masdea, il restauro dell’elemento marmoreo in cui è scolpita la Sibilla, collocata sopra la figura di Atlante-Adamo, che presentava alcune parti fratturate a causa dell’ossidazione del pernio in ferro che ancorava la figura al pulvino sottostante; il pernio è stato ora sostituito da uno in vetroresina, dotato di una «camicia» in gomma siliconica per ammortizzare piccoli eventuali movimenti della Sibilla.

Laura Lombardi, da Il Giornale dell'Arte numero 394, febbraio 2019


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