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Jenny Dogliani
Leggi i suoi articoliLa purezza del cerchio e del quadrato, e l’armonia delle leggi matematiche sono componenti dell’opera di Massimo Ghiotti, lo scultore torinese (1938) cui lo Spazio Don Chisciotte dedica la rassegna «Espirit de géométrie» curata da Vincenzo Gatti, fino al 13 giugno.
Sono esposti lavori in acciaio inossidabile e alcuni bozzetti di monumenti urbani. I singoli elementi di ciascuna scultura sono uniti con saldature non visibili, che fanno apparire leggere e autodeterminate composizioni complesse. Ne è un esempio «Rotante», in cui segmenti, cerchi e circonferenze s’intersecano come ingranaggi attratti dalla forza magnetica. Più monolitica, invece, la serie delle «Sculture modulari urbane»: forme squadrate che danno luogo a solide geometrie ancorate al suolo. In alcune opere la vernice rossa riflette la luce esterna, rendendo la struttura mutevole. Non mancano alcuni pezzi bidimensionali, come «Rosa Bottello».
Jenny Dogliani
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