Salire fino al cupolino di Santa Maria delle Vigne

Un progetto di valorizzazione e restauro per la Basilica genovese

Emmanuele Bo |  | Genova

La Basilica di Santa Maria delle Vigne risale a prima dell’anno Mille, quando venne costruita in una zona allora coltivata a vigne. Nel corso dei secoli è stata inglobata all’interno della città e fa parte del centro storico di Genova, si è arricchita di nuove opere d’arte ed è stata oggetto di rifacimenti architettonici. Attualmente la chiesa è oggetto di un cantiere di restauro diretto da Maria Grazia Garrone e Maura Belloni e curato dalla società genovese Tecnica Mista.

In primavera è prevista la conclusione nell’area del presbiterio di un intervento conservativo che interessa i dipinti murali della volta, realizzati da Lazzaro Tavarone nel 1612, e del catino absidale fino alla quota del cornicione, opera di fine ’700 di Paolo Gerolamo Brusco: si sta procedendo a eliminazione dei sali solubili, pulitura e consolidamento delle superfici, reintegrazione delle porzioni di affresco illeggibili.

I restauri sono preliminari a un non meno importante progetto di valorizzazione della chiesa. È stato infatti messo a punto un inedito percorso di visita che permette di salire fino al cupolino che sormonta la navata centrale attraversando spazi e locali in precedenza chiusi al pubblico. I visitatori potranno muoversi lungo i ponteggi dell’ampio cantiere di restauro, finanziato dalla Compagnia di San Paolo.

Il tutto rientra nel progetto «Basilica di Santa Maria delle Vigne: la meraviglia è aperta». L’itinerario è stato ideato e allestito da Kalatà, impresa culturale con sede a Mondovì (Cn), già ideatrice nel 2015 del progetto «Magnificat: salita e visita alla cupola di Vicoforte». Grazie alla partnership tra l’impresa culturale Kalatà e l’Uncem (Unione Nazionale Comuni Comunità ed Enti Montani), è inoltre nata Revelia, una piattaforma per rendere sostenibile la gestione e valorizzazione dei beni culturali.

Si tratta di un sistema basato sul web di gestione on demand di visite guidate al raggiungimento di determinate soglie minime di partecipazione. Oltre a ottimizzare i costi di gestione, Revelia favorisce meccanismi virali di promozione: i potenziali visitatori sono infatti incentivati a contribuire al raggiungimento delle soglie di partecipazione.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Emmanuele Bo
Altri articoli in RESTAURO