Ruth Orkin e Carolyn Drake alla Fondation Henri Cartier Bresson

La prima monografica della storica fotoreporter in Francia si accompagna con una mostra dell’autrice californiana che mette in discussione il concetto di virilità

«Athletic Pose with Shoes (Robert J)» (2022) di Carolyn Drake. © Carolyn Drake/Magnum Photos
Luana De Micco |  | Parigi

La Fondation Henri Cartier Bresson, 20 anni quest’anno (fu inaugurata il 29 aprile 2003 da Martine Frank), presenta due fotografe statunitensi, fino al 14 gennaio 2024. Una è già un mito, Ruth Orkin (1921-85), fotoreporter e spirito libero, famosa in particolare per la sua serie «American Girl in Italy», del 1951. Nonostante ciò, questa della Fondation Hcb, dal titolo «Bike Trip», è la prima monografica che le sia mai stata dedicata in Francia. L’altra è Carolyn Drake, 51 anni, premiata nel 2021 con il Prix Hcb per il suo progetto «Men Untitled», in cui la fotografa mette in scena l’uomo, spesso nudo, rimettendo in discussione le convenzioni di genere legate alla virilità.

Di Ruth Orkin sono allestiti una quarantina di scatti, accompagnati da documenti d’archivio. La sua è una storia sorprendente. Nata a Boston nel 1921, ma cresciuta a Hollywood, Ruth Orkin cominciò a fotografare da giovanissima. Nel 1938, a soli 17 anni, si lanciò la sfida di raggiungere l’Esposizione universale di New York e partì in bici da Los Angeles, con in tasca solo 25 dollari e la sua Univex, ricevuta in regalo quando aveva dieci anni. Una «fuga fotografica», come dice Clément Chéroux, direttore della Fondation Hcb e curatore della mostra. Spostandosi in treno e in autobus per percorrere le grandi distanze e attraversando in bici le grandi città, Chicago, San Francisco e Filadelfia, la giovane Ruth realizzò in quattro mesi un reportage di circa 350 scatti, tanti ritratti ma anche vedute delle città, interessandosi ai quartieri più umili e alla gente comune, con inquadrature originali realizzate anche attraverso le ruote della bici.
«An american girl in Italy, Florence» (1951), di Ruth Orkin. © 1952, 1980 Ruth Orkin
I media si appassionarono alla sua avventura e i giornali raccontarono la sua storia: «L’obiettivo di raggiungere l’Esposizione universale era in realtà solo un pretesto», osserva Chéroux. «Bisogna considerare quest’opera come un viaggio di emancipazione, per crescere, come donna ma anche come fotografa». Nel 1943, Ruth Orkin si trasferì a New York e cominciò a lavorare per diverse riviste, tra cui «Life», realizzando ritratti di attori famosi, da Ava Gardner a Marlon Brando, e reportage in tutto il mondo. Nei suoi scatti Ruth Orkin coglie lo straordinario che si nasconde dietro la banalità del quotidiano. Nel 1951, mentre si trova a Firenze, conosce Jinx Allen, studentessa americana in storia dell’arte, e comincia a fotografarla nelle vie della città, felice a bordo di una Vespa, o corteggiata al suo passaggio dagli uomini in strada. Ne è nata una storia fotografica iconica intitolata «When you travel alone».

Carolyn Drake, invece, presenta alla Fondation Hcb la sua ultima serie fotografica. Dopo il lavoro su una piccola comunità di donne di un borgo rurale del Mississippi, realizzato tra il 2012 e il 2020, la fotografa californiana si è interessata al sesso maschile, che ha «messo a nudo» davanti al suo obiettivo. La stessa fotografa, che ha lavorato un anno per preparare la serie, dice di essersi sentita talvolta a disagio di fronte a corpi di anziani vulnerabili che mostravano una virilità in declino. «Carolyn Drake, ha osservato Chéroux, che si è occupato della curatela anche di questa mostra, è partita da una constatazione personale sul proprio rapporto con gli uomini, con i loro corpi e con il posto che viene loro accordato nella società. Familiarizzando con i suoi soggetti (invitati a collaborare nella realizzazione dei loro ritratti) la fotografa finisce per interrogare sia le aspettative dello spettatore che le proprie percezioni».

© Riproduzione riservata «Blue sheet with hands (John D)» (2022), di Carolyn Drake. © Carolyn Drake e Magnum Photos
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