Rashid Johnson invita i newyorkesi sul palco

In Astor Place uno spazio pubblico per esibizioni artistiche, eventi e, soprattutto, per alzare la voce

Helen Stoilas |  | New York

Per tutti coloro che nell'ultimo anno hanno sentito l'urgenza schiacciante di gridare (o condividere in altro modo) ciò che hanno passato, il producer di arte pubblica Creative Time e l'artista Rashid Johnson stanno costruendo una piattaforma a New York proprio per te. «Red Stage», una più che concreta struttura in acciaio larga più di 9 metri verrà installata su Astor Place nell'East Village dal 5 giugno al 4 luglio e sarà utilizzata per esibizioni di artisti, eventi musicali e, soprattutto, come spazio in cui il pubblico può usare la propria voce.

«Stiamo programmando solo la metà del tempo disponibile», afferma Diya Vij, curatore di Creative Time, aggiungendo che diversi artisti, il collettivo di vita notturna Papi Juice, la direttrice teatrale Charlotte Brathwaite e l'artista Morgan Bassichis, avranno a disposizione ciascuno il palco per un intero giorno. Il resto del tempo sarà dedicato ai «People's Days», dice Vij, «a disposizione del pubblico insomma. Iscriveremo le persone in anticipo e daremo loro voce».

Le possibilità sono infinite. «Questo è il tuo spazio», esorta Vij. «E cosa ne faresti?» A quanto pare, mentre esiste una lunga storia di palchi aperti al pubblico in molti paesi le esibizioni all'aperto sono diventate quasi una norma visto il perdurare della pandemia, ma è comunque difficile immaginare per una persona comune avere questo tipo di spazio in una città come New York.

«Ci sono montagne di permessi e burocrazia invisibile che è necessaria per mettere su qualcosa del genere», dice Vij. Creative Time rilascerà un modulo online per consentire alle persone di registrarsi. L’organizzazione sta pianificando un programma di eventi per il tempo rimanente incentrato sui grandi temi sociali di alcuni attivisti, come Resurgence, Remedy e Call and Response.

«Abbiamo un intero mese sul palco, quindi ci sono molte cose con cui ci sovrapponiamo: Pride, Juneteenth, Flag Day, che non ho mai personalmente celebrato, però questa volta contrassegneremo quei momenti nel corso del nostro mese sul palco», dice Vij. Il Flag Day, ad esempio, sarà un'occasione per «interrompere questo momento di nazionalismo e pensare al modo in cui la bandiera è un simbolo per l'America», dice Vij, attraverso una notte di spettacoli che attingono alla storia e alla musica di protesta «come una sorta di democrazia in azione».

Si terrà una giornata di «gioia e intervento civico» in vista delle elezioni primarie di New York City, durante le quali verrà scelto un nuovo sindaco. E mentre il clima si riscalda e i parchi di New York iniziano di nuovo a riempirsi sia di cittadini che di artisti di strada, un appuntamento «teatrale» riempirà il palco con ballerini e mimi.

«Stiamo davvero cercando di celebrare il teatro di strada e tutte le cose che accadono in generale in uno spazio pubblico», dice Vij. La costruzione del palcoscenico, dipinto di un rosso brillante che richiama un senso di urgenza, in linea con la poetica e l’atmosfera della recente serie di opere di Rashid Johnson, dovrebbe iniziare alla fine di questo mese, all'angolo sud-ovest di Astor Place Plaza.

«Di per sé, è davvero una scultura piuttosto sorprendente», dice Vij. «È realizzata con materiali industriali e ha queste piante vive che aggiungono davvero un elemento di cura complessiva dello spazio». Johnson traccerà anche segni su tutta la superficie del palco, proprio davanti a Lafayette Street e alla famosa scultura rotante «Alamo», di Tony Rosenthal.

«The Cube fa parte del pubblico», afferma Vij. «L’intera piazza diventa parte integrante dell'atmosfera di quest’opera. Il palco è in effetti un’estensione di questo tutto» E, come con l'espansione dei ristoranti sui marciapiedi e la pedonalizzazione di alcune strade cittadine che stanno diventando un appuntamento fisso a New York, c'è l'obiettivo che il Red Stage di Johnson possa evidenziare la necessità di una piattaforma fissa per i residenti. «Spero che semini idee per gli altri o anche per la città, per rendere questo tipo di spazio parte della nostra vita pubblica», conclude Vij.

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