Quel rivoluzionario di Abloh

Ad un anno dalla prematura scomparsa dello stilista di colore, il Brooklyn Museum ne celebra la vena creativa con una mostra che ripercorre i due decenni della sua esplosiva carriera

Un ritratto dello stilista realizzato da Juergen Teller. © Juergen Teller. All rights reserved
Maurita Cardone |  | New York

Fino al 29 gennaio il Brooklyn Museum ospita un’esposizione, originariamente concepita e sviluppata dal Museum of Contemporary Art Chicago, dedicata allo stilista Virgil Abloh scomparso a 41 anni lo scorso novembre. «Figures of Speech» è la prima mostra museale dedicata a questa figura rivoluzionaria che ha contribuito a ridefinire la cultura giovanile e l’approccio alla moda.

Ideata prima della prematura scomparsa dello stilista e con il suo diretto convolgimento, la rassegna ripercorre due decenni dell’esplosiva carriera di Abloh, attraverso oggetti, disegni e creazioni che raccontano il suo rapporto con case moda come Louis Vuitton, di cui è stato il primo direttore artistico per la collezione uomo Black, e le sue tante collaborazioni, incluse quelle con l’artista Takashi Murakami, il musicista Kanye West, l’architetto Rem Koolhaas.

Rispetto a Chicago, la mostra di Brooklyn si arricchisce di lavori degli ultimi tre anni di vita dello stilista e di oggetti mai esposti in prestito dagli archivi di Abloh stesso. Include poi uno spazio denominato «social sculpture» che, prendendo ispirazione dalla passione di Abloh per l’architettura (in cui aveva una formazione precedente alla sua carriera nella moda), offre uno spazio fisico per l’incontro e la messa in scena di performance, dove approfondire gli aspetti interdisciplinari del lavoro di Abloh che si è sempre lasciato ispirare e contaminare da musica, design e arti visive.

Lui stesso aveva progettato l’installazione in risposta alla storica carenza di spazio concesso agli artisti neri nelle istituzioni culturali.

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