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Elena Correggia
Leggi i suoi articoliLa casa d’asta Lempertz allestisce un incanto solo online, dal 22 marzo al primo aprile, disperdendo una raccolta di cento sculture in avorio, provenienti da una collezione privata belga. Si tratta di cento piccoli capolavori di estrema rarità, molti dei quali appartenenti all’Art Déco, tutti incentrati sulla figura femminile, spesso effigiata nuda oppure intenta a danzare o fare sport.
A essere raffigurata è la donna dei «ruggenti» anni Venti del secolo scorso: una donna moderna, spavalda, che non ha timore a mostrarsi, che si libera dai corsetti opprimenti per abbracciare una nuova moda, fatta di abiti fluidi, in stile charleston e capelli corti. Sono anni in cui anche l’abbigliamento sportivo è rivisitato per enfatizzare il corpo femminile e, soprattutto in Germania, nudismo e naturismo guadagnano popolarità portando a una nuova consapevolezza femminile del proprio corpo.
L’utilizzo dell’avorio, esotico trofeo che all’epoca veniva ampiamente importato dall’Africa in Europa, non fa che esaltare la sinuosa bellezza mostrata, in una volontà di idealizzata perfezione. Fra i numerosi scultori che si cimentano in questo genere spicca per notorietà Demétre H. Chiparus, che lavorò molto con il fonditore e imprenditore parigino Edmond Etling e che qui è presente fra gli altri con il nudo «Invocation» (8-10mila euro la stima).
Fanciulle che posano come se eseguissero un passo di danza sono le modelle predilette dell’artista Claire Jeanne Roberte Colinet, come testimonia la leggiadra Andalouse (4-6mila euro). Un copricapo à la page, lunghe catene di perle a coprire il petto e un’espressione sicura rientrano invece fra i particolari scelti da Joé Descomps per caratterizzare la figura da lui scolpita con eleganza in «Royal» (5-6mila).
La quotidianità della cura di sé è colta sempre da Descomps anche in una figura leggiadra immortalata nell’atto di specchiarsi (1.500-2mila). Ne «La giocatrice di bocce» Jean- Léon Gérôme trova l’occasione per imprimere un inusuale dinamismo al corpo, accentuando il gioco di torsioni e traducendo la materia con pregevole morbidezza (12-15mila).
Quasi tutte le sculture in asta presentano un basamento in pietre dure pregiate, dalle variabili cromie, come ben dimostra «Sogno», una doppia scultura con due giovinette accoccolate, entrambe su una base piramidale in onice verde e nero, realizzata da Ferdinand Preiss (18-20mila). Alcuni artisti sono poi diventati noti per alcuni motivi di successo ripetuti con piccole differenze di dimensioni o dettagli, come Paul Philippe per «Il risveglio», qui presente in diverse varianti di garbata espressività.
«Invocation», di Demetre H. Chiparus (particolare): stima 8-10mila euro. © Lempertz
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