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Pittura da ricordare

Jenny Dogliani

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Sei artisti di origine ebraica per il Giorno della Memoria

Le opere di sei pittori piemontesi di origine ebraica, scelte dalla Fondazione Bottari Lattes per celebrare il Giorno della Memoria, sono esposte nella mostra «L’identità ebraica» nello Spazio Don Chisciotte fino al 19 marzo.

Realizzati tra gli anni Venti e il 2008, i dipinti spaziano fra la tradizione pittorica astratta e quella figurativa, cogliendo temi della cultura israelita, momenti di quotidianità e vicende drammatiche del secolo scorso.

Tra le opere più «antiche» vi sono due nature morte. Una è «Composizione con rose bianche allo specchio» realizzata nel 1925-30 da Ugo Malvano che, con uno stile memore della lezione impressionista, raffigura la fugacità della vita e della bellezza attraverso alcuni elementi simbolici immersi in un’atmosfera borghese, rarefatta ed elegante. Di segno opposto è invece la composizione con pere e grappoli d’uva di Carlo Levi del 1928, dove forme solitarie e silenziose riflettono le miserie umane alla luce di un naturalismo essenziale.

Poetici e intimisti sono i ritratti di donne di Dario Treves degli anni Trenta, eleganti signore che fuggono dall’incombente realtà sia leggendo un libro sia aspettando un treno.

Ad anticipare la svolta informale di Paola Levi-Montalcini è «La famiglia dell’Arlecchino» del 1947, in cui attraverso la scomposizione geometrica delle figure, l’artista conferisce forza a un abbraccio stretto e doloroso.

La malinconica e anticonformista pittura di Mario Lattes è invece documentata da opere quali «Il vecchio rabbino» del 1959 o «Interno di sinagoga» del 1987, con uomini simili a burattini, vittime del fato, di un tempo senza tempo come quello da cui emergono infine gli oggetti e le architetture dipinti da Stefano Levi della Torre, nipote di Carlo Levi e raffinata figura di intellettuale e artista.

Jenny Dogliani, 04 febbraio 2016 | © Riproduzione riservata

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