Pietro Accorsi, beatificazione di un antiquario

Arabella Cifani |

È da poco uscito un volume del giornalista Renato Rizzo sulla figura dell’antiquario torinese Pietro Accorsi. La narrazione della sua vita corre fluida e partecipata, secondo i collaudati moduli e stilemi dell’agiografia classica religiosa e civile (attenti tuttavia a refusi come quello fotografico di pagina 268 che va riferito ad altro episodio).

La biografia di Rizzo non appare equilibratamente critica e moderna, quanto il personaggio merita e quanto il lettore contemporaneo esige, al pari di altri tentativi avviati in passato per Accorsi. Si resta ancora in attesa di una biografia sull’antiquario che sappia utilizzare non soltanto le canoniche fonti conosciute e testimonianze amichevoli, ma anche e soprattutto un’eccezionale fonte quale sono tutti i giornali torinesi del Novecento, colmi di notizie su Accorsi e sulle sue imprese (per esempio, le vicende del 1926 relative al celebre dipinto
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