Per vendere gli italiani ci vogliono gli stranieri

Jenny Dogliani |  | Bologna

Accantonata la sezione dedicata all’Ottocento dopo l’esperimento del 2014, Giorgio Verzotti e Claudio Spadoni, i direttori di Arte Fiera, svoltasi dal 23 al 26 gennaio, sono tornati a concentrarsi sul moderno e sul contemporaneo per accattivarsi un più specifico bacino di collezionisti che rimane però, a detta di molti espositori, in gran parte italiano e piuttosto cauto negli acquisti.

Forse, visto il successo delle Italian Sales di Londra, l’indiscusso livello della fiera, riconosciuto specialmente alla parte del Novecento, e i riflettori puntati da tutto il mondo sul Paese che ospiterà l’Expo, sarebbe valsa la pena di favorire l’arrivo di collezionisti stranieri per dare maggiore ossigeno alle 188 gallerie presenti (quasi tutte italiane) in un momento non facile per la nostra economia.

Arnaldo Pomodoro (Mazzoleni, Torino) 250mila euro«Il mercato è fermo, spiegava Marianne Wild dell’omonima galleria di Teatina presso Chieti. I collezionisti osservano
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