Per i cinque anni di Straperetana

Un volume appena edito riepiloga la vivace esperienza del borgo abruzzese, che accoglie ogni estate una manifestazione d’arte contemporanea in sinergia con gli abitanti

«I mangiatori di patate» (2018) di Elisabetta Benassi, Pereto (Aq), Straperetana. Cortesia dell’artista. Foto Gino Di Paolo La performance «Tutto fuorché la luna» (2019) di Franca (Adelaide Cioni e Fabio Giorgi Alberti), Pereto (Aq), Straperetana. Cortesia dell’artista. Foto Giorgio Benni  «Le nouvri» di Paola Angelini, Pereto (Aq), Straperetana. Cortesia dell’artista «C’era una volta il Drago Malvagio (…)» (2018) di Thomas Braida. Pereto (Aq), Straperetana. Cortesia dell’artista e Monitor. Foto Gino Di Paolo
Stefano Miliani |  | Pereto (Aq)

Dal 2017 il borgo abruzzese di Pereto, tra L’Aquila e Roma, accoglie ogni estate una manifestazione d’arte contemporanea dove hanno esposto artisti come Carol Rama o Enzo Cucchi, ma anche molti autori emergenti. È «Straperetana», un progetto che dissemina opere in ogni angolo del piccolo centro, dal bar alle case fino ai cortili. Lo hanno ideato Paola Capata e Delfo Durante, lo cura Saverio Verini con, come cocuratore dal 2020, l’artista pescarese Matteo Fato.

Un volume appena edito, Straperetana, corredato principalmente da foto con schede, riepiloga questa vivace esperienza dal 2017 al 2021 che nei giorni inaugurali richiama centinaia di visitatori, tanti quanti i circa 650 peretani, e continua. «Si è creata una sinergia con gli abitanti. Adesso possiamo forse dire che l’iniziativa appartiene anche a loro e al borgo», dice Paola Capata.

Sulle ragioni dell’impresa spiega: «Ho 48 anni e sono cresciuta con iniziative come “Arte all’arte” in Toscana, “Fuori uso” a Pescara e altre: ho un’idea dell’arte partecipata e partecipativa restituita al contesto in cui e per cui nasceva, con un intenso spirito di appartenenza al luogo che oggi, in Italia, trovo affievolito. L’intenzione è ritrovare una dimensione dell’arte più lenta e sentita soprattutto fuori dai grandi centri urbani».

Senza uno stop neanche nel 2020, durante la pandemia, il borgo ha accolto «un centinaio di artisti italiani giovani e meno giovani», fornendo anche «una mappatura», spiega ancora Capata, direttrice e fondatrice della Galleria Monitor di Roma, ma attiva anche a Lisbona e Pereto. «Ogni edizione cerca di dare uno sguardo anche alla scena abruzzese, aggiunge Verini. Si vuole così proseguire una tradizione italiana dove tanti episodi sono prodotti in contesti eccentrici se non marginali. Tra i luoghi d’arte contemporanea del centro Italia ora è presente anche Pereto».

Straperetana. Arte contemporanea nella porta d’Abruzzo,
a cura di Paola Capata, Delfo Durante, Matteo Fato e Saverio Verini, pp. 228, ill. col., Di Paolo Edizioni, Spoltore (Pe), € 20

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