Odora di Seicento

La Mauritshuis dedica una grande esposizione al singolare tema del profumo, o meglio degli odori, nell’arte del Secolo d’Oro

Pieter de Hooch, «Interno con donna davanti a un armadio della biancheria», 1663, Rijksmuseum, Amsterdam
Elena Franzoia |  | L’Aia

«Smell the art: Fleeting. Scents in Colour» (fino al 29 agosto) è la grande mostra che la Mauritshuis dedica al singolare tema del profumo, o meglio degli odori, nell’arte del Secolo d’Oro. Con un inedito approccio sinestetico, la mostra accosta raffinati oggetti d’uso come i guanti dalle bordure a ramages floreali provenienti dal Rijksmuseum di Amsterdam o il prezioso pomander d’argento conservato al Rijksmuseum Twenthe di Enschede a celebri opere della pittura di genere (nature morte di Abraham Mignon, ricchi interni borghesi di Pieter de Hooch, vedute urbane di Jan van der Heyden) che è possibile non sono ammirare, ma anche «annusare».

Consapevole infatti del forte, indelebile e culturalmente sottovalutato impatto provocato dagli odori sulla nostra psiche e sulla nostra memoria, la curatrice Ariane van Suchtelen ha voluto accanto alle opere degli apparecchi-dispenser, che a prova di Covid consentono ai visitatori un tuffo multisensoriale nelle scene rappresentate.

Tra fiori e lezioni di anatomia, biancheria pulita e canali maleodoranti, la mostra si struttura come singolare viaggio attraverso le sensazioni e le esperienze olfattive che maggiormente caratterizzarono il Seicento olandese: l’odore della frutta troppo matura, l’aroma delle spezie, il fetore del letame di cavallo, le esalazioni dei cadaveri.

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