Norma «ad museum» per il Benaki a Melbourne

La Grecia ha rivisto la normativa sull’esportazione di opere d’arte dai musei

Giuseppe Mancini |  | Atene

La Grecia ha rivisto la normativa sull’esportazione di opere d’arte dai musei: per quelle solitamente custodite nei depositi, ora sono consentiti 25 anni con estensione di altri 25, dopo l’autorizzazione ministeriale e con il coinvolgimento di un unico ente straniero. Nei depositi dei musei greci ci sono però decine di milioni di oggetti e opere, mai esposti.

Si chiede allora, retoricamente, la ministra della Cultura Lina Mendoni: «È preferibile che i nostri beni culturali rimangano dimenticati nei musei, oppure che diventino ambasciatori di Grecia all’estero?». Successivamente ha ammesso trattarsi di una norma «ad museum»: nel senso che è stata adottata per favorire un progetto specifico, quello della succursale del Benaki di Atene a Melbourne.

L’esempio indicato come quello da imitare è il Louvre Abu Dhabi, anche se il museo ateniese è privato. Il progetto previsto per Melbourne, dove vive una nutrita comunità della diaspora greca, è stato da poco illustrato e verrà gestito in partnership col Museo ellenico della città che ha ricevuto prestiti dal Benaki. Prevede il restauro dell’edificio ottocentesco e monumentale del catasto in disuso e la costruzione di una torre di 29 piani a uso commerciale che servirà per finanziare anche la parte museale; il costo previsto è di 155 milioni di euro.

La struttura avrà un foyer di libero accesso, una terrazza panoramica, spazi di oltre mille metri quadrati per le collezioni rappresentative di tutte le epoche e le mostre internazionali orientate al contemporaneo. Il progetto è stato presentato alle autorità competenti per l’approvazione, ma i tempi necessari alla realizzazione non sono invece stati resi noti.

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