No alle due strade ad Amiternum

Stefano Miliani |  | San Vittorino (Aq)

A nord-ovest de L’Aquila un’area archeologica dispiega sul terreno pianeggiante un anfiteatro in buone condizioni, resti di terme, di un teatro, di un acquedotto: si chiama Amiternum e i Romani la strapparono ai Sabini nel 293 a.C. Sulle colline le testimonianze vanno dai popoli italici all’alto Medioevo e potrebbero riservare altre scoperte. Intanto però la zona è teatro di una dura polemica.

Secondo la sezione aquilana di Italia Nostra, spalleggiata dall’Archeoclub locale, due strade progettate e approvate comprometteranno l’integrità, anche naturalistica, del parco separando inoltre la zona archeologica in pianura da quella collinare. Giovanni Cialone osserva: «L’area è sotto pressione per capannoni e insediamenti vari; per il G8 del 2008 fu realizzato un tratto che vi si avvicina molto e le strade ci sono già. Ebbene, l’Anas ha progettato una variante di una strada esistente che la porterà a ridosso
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