Nel riallestimento anche il sensazionale soffitto di Vasari

Il direttore Giulio Manieri Elia racconta i lavori appena terminati alle Gallerie dell'Accademia

Un’immagine dell’allestimento. © G.A.VE Archivio fotografico, foto di Matteo De Fina. Su concessione del Ministero della Cultura - Gallerie dell’Accademia di Venezia
Veronica Rodenigo |

Il traguardo raggiunto di un nuovo allestimento, quello delle sale al piano terra, il percorso dei futuri lotti d’intervento, le eccezionali anteprime: Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie dell’Accademia, racconta il museo veneziano senza tralasciarne il posizionamento nell’offerta culturale in Laguna e la risposta di pubblico (nonostante il momento pandemico).

«Finalmente abbiamo chiuso l’anello al piano terra ed esplicitato un percorso che prima non si poteva comprendere con chiarezza. Credo sia un traguardo eccezionale. Ora l’itinerario dal ’600 all’800 è distribuito in 13 sale e ciò si riflette sull’immagine del museo. Per quest’ultima operazione abbiamo un po’ giocato con il titolo “Le Gallerie che non ti aspetti”. Il visitatore sa di trovare Tiziano, Tintoretto, Veronese nella più grande collezione di arte veneta al mondo (con Bellini, Carpaccio) ma forse si aspetterebbe meno un Luca Giordano o Pietro da Cortona. È una sorta di risarcimento critico per il ’600, un secolo compresso tra quelli d’oro del ’500 e del ’700».

Nel museo rimangono intanto 7 sale con lavori ancora in corso. Al primo piano sono proseguiti i lavori condotti dal Segretariato regionale del Veneto come stazione appaltante. Il primo lotto è oramai concluso e allestito dalle sale 6 alla 11 con il meglio del periodo rinascimentale.

«È stato poi concluso, prosegue Manieri Elia, anche il secondo lotto che riguarda l’ala palladiana: l’allestimento vedrà sale dedicate al secondo Cinquecento. Molte saranno le novità, tra cui la ricostruzione del sensazionale soffitto dipinto su tavola da Giorgio Vasari nel 1541 che negli anni la Soprintendenza e poi il museo hanno acquistato. Ci sarà anche una sala in cui per la prima volta troverà spazio la nostra straordinaria collezione del Gabinetto dei disegni. Comincerà a breve poi un terzo lotto. Il tutto dovrebbe chiudersi entro un anno e mezzo. Certamente entro la primavera inaugureremo il soffitto ricostruito di Giorgio Vasari».

Il museo, oltre che dei significativi ristori statali elargiti alle realtà pubbliche per far fronte a questo difficile momento, gode dell’appoggio economico dei Comitati privati per la salvaguardia di Venezia creatisi dopo l’acqua granda del 1961. È anche grazie ad essi che sono stati possibili restauri su singole opere e riallestimenti. Il posizionamento delle Gallerie nel tessuto cittadino rimane inoltre molto forte.

«Siamo stati l’unico museo aperto con l’acqua alta nel novembre del 2019 e siamo rimasti sempre aperti non appena abbiamo potuto dopo i lockdown». Racconta ancora Manieri Elia: «Questo è stato vissuto dall’utenza con grande senso di partecipazione e quasi di ringraziamento. Abbiamo fatto anche un lavoro di “ricucitura”: convenzioni attraverso il miglio dell’Arte (con Guggenheim, Punta della Dogana…) con l’Università, l’Accademia, persino con il Venezia calcio».

Infine il recente bilancio dei visitatori segnala un recupero, il turismo a Venezia sta tornando anche se è ancora sostanzialmente europeo. Un’anteprima? Uno scambio virtuoso: in cambio della «Vecchia» di Giorgione (in prestito per la mostra al Kunsthistorisches di Vienna) arriverà il «Bravo» di Tiziano a parziale risarcimento di questa partenza.

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