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Archeologia

Nefertiti, la Stele di Rosetta e il Soffitto a Zodiaco dovrebbero tornare in Egitto

L’archeologo Zahi Hawass guida un gruppo privato internazionale che chiede la restituzione

Il busto di Nefertiti, oggi esposto nel Neues Museum nella Museumsinsel di Berlino. Foto di Vladimir Pomortzeff / Alarmy Stock Photo

Il Cairo. Il celebre archeologo egiziano ed ex ministro delle Antichità, Zahi Hawass, ha lanciato una campagna per la restituzione di tesori egizi da parte dei principali musei europei. «Sto dirigendo un team privato di egiziani e stranieri per sollecitarne la restituzione», ha dichiarato al nostro inviato all’inaugurazione della mostra «Tutankhamon. Tesori del faraone d’oro», fino al 3 maggio alla Saatchi Gallery di Londra.

Hawass ha detto: «Il busto di Nefertiti, la Stele di Rosetta e il Soffitto a Zodiaco di Dendera dovrebbero tornare in Egitto. E dovrebbero tornare in modo permanente». Nel 2007 Hawass aveva chiesto il prestito di questi tre tesori per l’ambizioso, e molto in ritardo, Grand Egyptian Museum vicino alle Piramidi. E ai direttori dei Musei di Stato di Berlino, del British Museum e del Musée du Louvre aveva detto: «Come potete rifiutare il prestito quando avete preso così tante antichità dall’Egitto? Il nostro sarà il più grande e il migliore museo egizio del mondo».

Tutti e tre i musei avevano rifiutato la richiesta di prestito. Ora chiede la restituzione permanente degli oggetti. Nel 2010-11 Hawass è stato ministro delle Antichità egizie, ma da allora ha lavorato in modo indipendente. Più recentemente ha scritto il catalogo per la mostra «Tutankhamon», a Londra. Hawass sottolinea di «non far parte del Governo egiziano» e di intraprendere la sua campagna di restituzione in qualità di privato cittadino.

Dice che il suo team di egittologi che si occuperà delle restituzioni verrà nominato il prossimo anno. Citando l’esempio della Stele di Rosetta, Hawass ha sostenuto che venne «sottratta illegalmente dall’Egitto», dopo che gli inglesi la sequestrarono ai francesi. Tuttavia, il British Museum dichiara che «non c’è alcuna richiesta in corso per il suo prestito o restituzione» e che ci sono «relazioni positive di lunga data con i colleghi in tutti i settori museali e archeologici in Egitto».

Lo scorso giugno sono stati forniti dettagli su un progetto finanziato dall’Unione europea con 3,1 milioni di euro per il miglioramento del Museo Egizio del Cairo, quello esistente dal 1902 nel centro della città. I partner comprendono proprio il British Museum, il Louvre e i Musei di Berlino. Il British Museum ha confermato che l’istituzione britannica «continuerà a partecipare a questo importante progetto anche dopo la Brexit».

Martin Bailey, da Il Giornale dell'Arte numero 403, dicembre 2019



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