Miami Basel Grand Hotel

Per l’Art Week una miriade di mostre diffuse in varie sedi, in particolare negli alberghi della città

«Like Froth» (2022), di Sasha Gordon (particolare). Cortesia della Matthew Brown Gallery
Maurita Cardone |  | Miami

Mentre gran parte dell’emisfero Nord si prepara alle festività invernali, il mondo dell’arte tira fuori i vestiti estivi e si riversa su Miami per Art Basel Miami Beach 2023 (da venerdì 8 a domenica 10 dicembre), di poco preceduta e seguita dalle decine di fiere satellite sparpagliate in ogni quartiere. In concomitanza della fiera aprono anche decine di mostre ed eventi nei musei cittadini. Dal 4 dicembre al 5 maggio 2024 The Bass di Miami Beach presenta «Hernan Bas: The Conceptualists», una mostra di circa 35 dipinti, molti mai esposti prima, che esplorano l’Arte concettuale come luogo di possibilità per la creatività e per la «queerness». Nello stesso museo e nella stessa data inaugura anche «Anne Duk Hee Jordan: I will always weather with you», mostra multisensoriale che utilizza la tecnologia per immaginare una vita sulla Terra che resiste alle sfide del cambiamento climatico.

Bisogna attraversare la baia e spostarsi a Miami invece per visitare il Pérez Museum, che dal 5 dicembre al 28 aprile 2024 propone «Gary Simmons: Public Enemy», una panoramica completa sulla carriera dell’artista americano che, attraverso 70 opere, copre trent’anni di pratica multidisciplinare. La retrospettiva, la prima a riunire un così vasto corpus di opere di Simmons (New York, 1964), esplora uno dei temi ricorrenti del suo lavoro, l’analisi delle tante rappresentazioni e narrazioni razziste che compongono la cultura visiva americana. All’Ica-Institute of Contemporary Art, dal 5 dicembre al 28 aprile 2024 è aperta «Ahmed Morsi in New York: Elegy of the Sea», una personale che racconta la carriera del pittore egiziano noto per le sue rappresentazioni surrealiste dal 1983 al 2012, periodo che l’artista ha trascorso a New York, dove ancora vive, dopo aver lasciato il Paese natale. Il museo inaugura inoltre la prima personale in un museo della newyorkese Sasha Gordon (fino al 10 marzo 2024), i cui autoritratti iperrealistici e surreali insieme esplorano le complessità dell’esperienza del corpo. Ancora all’Ica apre una nuova commissione di Anne Collier, che crea una carta da parati fotografica per la tromba delle scale del museo dove resterà esposta fino al prossimo ottobre.

Già a novembre, due settimane in anticipo rispetto all’Art Week, il museo ha invece inaugurato una retrospettiva dell’artista concettuale Charles Gaines, la prima a raccogliere oltre 65 opere dal 1992 ad oggi, e una commissione di Tau Lewis che utilizza tessuti, gioielli e oggetti di scarto per creare una divinità protettrice. Al Rubell, nel quartiere di Allapattah, dal 5 dicembre è esposta, come da buona abitudine del museo, la produzione dei due artisti in residenza per il 2023, Basil Kincaid e Alejandro Piñeiro Bello. Alla visita al Rubell si può associare quella al museo di arte digitale immersiva Superblue, che è proprio dall’altro lato della strada e dove a dicembre sono in corso «Rafael Lozano-Hemmer: Pulse Topology», «James Turrell: Akhu» e «teamLab: Between Life and Non-Life» e dove il 5 dicembre lo street artist JR svela il suo murale «The Chronicles of Miami», nuovo episodio di una serie già realizzata in diverse città.

Il tempio della Street art di Miami è a pochi minuti da Allapattah, nel quartiere di Wynwood, museo a cielo aperto dove Wynwood Walls quest’anno presenta nuovi lavori di Mojo, Lauren Ys, The London Police, Shok-1, Greg Mike. Ma se Miami è sempre più definita dalla sua vivace scena artistica, prima dei musei, delle gallerie e dei murales a caratterizzare questa città sono stati i suoi hotel. Tra quelli storici, i pochi che sopravvivono sono testimonianza di un’altra Miami le cui storie sono custodite tra le mura proprio di questi alberghi.. Ma quest’anno è l’Art Week a entrare tra le mura di The Historic Hampton House, museo nato nell’edificio che dal 1954 al 1976 fu Hampton House Motel, uno degli alberghi citati in The Green Book, la guida per viaggiatori di colore dell’era Jim Crow, e dove negli anni sono passati, tra gli altri, Martin Luther King Jr, Muhammad Ali, Stevie Wonder e Marvin Gaye. Qui dal 5 dicembre al 22 gennaio 2024 c’è «Gimme Shelter», mostra inaugurale del nuovo programma di arti visive del museo, che esplora le relazioni tra la possibilità di un rifugio sicuro e la capacità di creazione collettiva attraverso opere di Derrick Adams, Nick Cave, Howardena Pindell, Lorna Simpson, Carrie Mae Weems e molti altri. Sempre qui il 9 dicembre lo street artist Kobra svela un nuovo murale realizzato per il museo e ispirato alla sua storia.

Gli hotel che si aprono all’arte non sono solo quelli del passato, ma anche quelli come il Faena che sono immancabili animatori dell’Art Week, con un programma che ormai dal 2018 ha abituato la città a spettacolari installazioni e performance che attivano gli spazi dell’hotel e danno vita alla spiaggia antistante. Quest’anno Faena Art ospita Sebastian Errazuriz che, per «Spaces of Influence: Shaping Community in the Modern World», realizza un labirinto sulla spiaggia, opera accompagnata da un libro che esplora le implicazioni dell’intelligenza artificiale sulla società. All’interno dell’hotel ci sono una nuova scultura dello stesso Errazuriz e un’installazione immersiva di Kelly Breez.

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