Marchette free press

Franco Fanelli |

Si dice che nelle recensioni giornalistiche siano sparite le stroncature. Il che non è del tutto vero: l’unico settore davvero esente è quello delle mostre di arte visiva, ad eccezione, talora, della Biennale di Venezia. L’esonero totale dalla stroncatura è esclusiva delle mostre nelle gallerie private: o se ne scrive positivamente o se ne tace.

Universalmente applicata, estesa dallo spazio pubblico a quello privato, è invece la pratica opposta, cioè la marchetta. Qui il repertorio è quanto mai vasto e non sempre la marchetta è prestazione giornalistica frutto di uno scambio in denaro. Lo è nel caso degli inserti a pagamento sui quotidiani, per i quali gli organizzatori stanziano una parte non secondaria del budget. È la «marchettona a due piazze», che si allarga su due paginoni non poi così distinguibili rispetto al resto del giornale. Vi scrivono purtroppo le stesse firme (molte autorevoli) che sarebbero
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