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Mostre

Le metamorfosi di Rebecca Horn al Pompidou-Metz

Nella stessa sede apre poi una mostra sui rapporti tra la lirica e le arti visive

Rebecca Horn, «La dolce prigioniera», 1978. © Rebecca Horn/ADAGP Paris 2019

Metz (Francia). «Teatro delle metamorfosi» è il titolo della mostra che il Centre Pompidou-Metz, filiale della «casa madre» parigina, dedica a Rebecca Horn (dall’8 giugno al 13 gennaio). La «metamorfosi» è un aspetto centrale dell’opera dell’artista tedesca, oggi 74enne, famosa per le sue body extension, delle «protesi» fatte su misura per lei e di cui si veste, che le permettono di stabilire nuovi equilibri tra il suo corpo e lo spazio.

La monografica di Metz, curata da Emma Lavigne, direttrice del museo, ha la particolarità di esplorare il «processo di creazione» dell’artista instaurando un dialogo fra opere di periodi diversi, degli ultimi 50 anni a questa parte, e le fonti di ispirazione dell’artista, da Man Ray a Marcel Duchamp, da Constantin Brancusi a Meret Oppenheim.

Rebecca Horn, nata nel 1944 a Michelstadt, che ha installato il suo atelier e museo nell’ex fabbrica tessile di famiglia nel paesino di Bad König, a sud di Francoforte, ha fatto del suo corpo il materiale principale della sua arte.
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

Luana De Micco, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019

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