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Giusi Diana
Leggi i suoi articoliCatania. Si è concluso ieri il convegno «Arts and Research» che dal 6 all’8 novembre ha riunito a Catania i maggiori esperti internazionali nel campo dell’alta formazione artistica e musicale d’Europa. «Un convegno epocale, per Luciano Modica, presidente della Conferenza dei Presidenti delle Accademie, che consente al comparto Afam (Alta formazione artistica e musicale) di comprendere meglio quale sia la sua strada in un momento di disattenzione da parte delle istituzioni».
Erano presenti i più alti rappresentanti delle Accademie italiane di Belle Arti, con Franco Marrocco, presidente della Conferenza dei Direttori delle Accademie, una larga rappresentanza dei Conservatori di Musica con Paolo Troncon, presidente della Conferenza dei Direttori dei Conservatori, tre Isia (Istituti Superiori per le Industrie Artistiche), l’Accademia Nazionale di Danza e tutte le principali reti di ricerca internazionali.
Dai tre giorni del convegno è arrivata una proposta unanimemente condivisa dalle istituzioni Afam che verrà sottoposta al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca: ossia la messa a ordinamento nel modo più veloce possibile del biennio di specializzazione e la costituzione successiva di veri e propri dottorati di ricerca.
Virgilio Piccari, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catania che ha promosso e organizzato il convegno coordinato da Gianpiero Vincenzo e Ambra Stazzone, ci rilascia questa dichiarazione: «Le istituzioni Afam avevano proprio bisogno di ritrovarsi, di prender coscienza del fatto che esprimono già, da anni, una formazione di livello universitario. Si tratta ora di mettere a ordinamento i bienni, che hanno ormai superato la fase sperimentale, per poterci dedicare finalmente al terzo ciclo: dottorati di ricerca, master e corsi di perfezionamento. L’ampio dibattito sviluppatosi durante il convegno ha permesso di mettere a fuoco gli elementi essenziali di quelle proposte che saranno a breve discusse dalle conferenze nazionali dei direttori delle Accademie, dei Conservatori e degli Isia. Ci troviamo di fatto in una situazione analoga a quella che hanno dovuto affrontare le università circa trent’anni fa. Un ritardo che contiamo di recuperare in fretta, senza nulla perdere però della nostra peculiarità culturale. Per questo sarà opportuno dare sempre più spazio alla ricerca artistica e alla sperimentazione. E su questo mi pare che siamo proprio tutti d’accordo».
In chiusura dei lavori è stato presentato il portale artandresearch.eu che sarà uno strumento di condivisione di pratiche ed esperienze per tutte le istituzioni Afam.
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Il pubblico del convegno di Catania. Foto: Dario Privitera
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