La Villa dei Papiri in trasferta alla Getty Villa

Presentate alcune delle opere più importanti rinvenute attorno al 1750

Il «Satiro ebbro» scoperto nel 1754. © Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Viviana Bucarelli |  | Malibu

Quando J. Paul Getty decise di costruire un museo che ospitasse la sua straordinaria collezione d’arte antica, espresse agli architetti incaricati del progetto di non volere una struttura moderna bensì un design che richiamasse il periodo storico delle opere. E così Robert Langdon e Ernest Wilson, che collaborarono con Stephen Garrett e Norman Neuerburg, disegnarono una villa che riproponeva la Villa dei Papiri di Ercolano, gioiello dell’epoca romana. Il giardino con la vasca rettangolare e il peristilio di colonne alte e sottili e i marmi policromi ricrearono la villa seppellita dalle ceneri del Vesuvio nel 79 a.C.

«La Villa dei Papiri è una delle più lussuose residenze private del mondo classico e il suo ruolo nella storia dell’archeologia non ha pari, osserva Timothy Potts, direttore del museo. Le sue collezioni di statue di bronzo e la sua biblioteca, l’unica dell’antichità di papiri,
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