La vera storia del Postimpressionismo

John Rewald ricostruisce una fitta trama di relazioni che descrivono l’atmosfera di un’epoca

«Il funerale di van Gogh», di Félix Vallotton
Carlotta Venegoni |

Dopo la riedizione de La storia dell’Impressionismo di John Rewald, dello stesso autore viene ristampata un’altra pietra miliare della storia dell’arte, il testo dedicato al Postimpressionismo, ovvero agli anni 1886-93, dall’arrivo di Vincent van Gogh a Parigi al ritorno di Paul Gauguin dal suo primo viaggio a Tahiti.

Come nel precedente volume, Rewald preferisce rimanere nell’ombra e trascrivere invece la voce degli artisti e dei personaggi loro contemporanei. Nel suo obiettivo di scrivere una storia veritiera e documentata è aiutato da direttori e conservatori di musei, collezionisti e antiquari, parenti degli artisti e, quando ancora vivi, gli artisti stessi.

Questa «sfera dell’arte nuova», come la definì Emile Verhaeren, non presenta un comune denominatore, un gruppo unito di pittori o caratteristiche simili. Gli artisti non sono legati da omogeneità stilistiche, non coesistevano in un solo ambiente né seguivano le orme dei predecessori come in altri movimenti, bensì intraprendevano ricerche isolate, cammini individuali. L’autore decide così di porre in risalto le figure più celebri e trattare di artisti ancora poco conosciuti facendoli muovere storicamente e stilisticamente nella loro orbita.

Molti artisti all’epoca erano poco noti al pubblico. Si pensi a van Gogh, oggi è uno dei pittori simbolo del XX secolo: in vita le sue opere e la sua persona non erano riconosciute se non per il fratello Theo. E così per Gauguin, Seurat, Mallarmé, Redon, Pissarro, Signac, Bernard, Volpini, Vallotton, il gruppo di Pont-Aven e molti altri. L’autore ricostruisce una fitta trama di relazioni che descrivono l’atmosfera di un’epoca, un momento storico breve che ha però segnato tutta la storia dell’arte a venire.

Sono personalità impetuose, alla ricerca di uno stile proprio e indipendente, caratterizzato da una tavolozza satura, ardenti cromatismi e forme che volgono verso l’astrattismo e il simbolismo. Il rigore scientifico non sottrae spazio allo spessore umano e al profilo psicologico dei personaggi dei quali emergono il carattere, le inclinazioni, i tormenti, le amicizie e gli ideali. Dopo le prime due edizioni del volume (1956 e 1962), la stampa della terza edizione del 1978, finora inedita in Italia, ci consegna quello che ancora oggi è il più autorevole studio sul Postimpressionismo.

Gli anni di Van Gogh e Gauguin. Una storia del Postimpressionismo,
di John Rewald, traduzione di Nuccia Agazzi e Maria Ferrara, 620 pp., ill. col. e b/n, Johan & Levi, Milano 2021, € 45

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