La sterlina crolla e Frieze vola

La Brexit avvantaggia i collezionisti internazionali

Federico Florian |  | Londra

Nonostante il crollo della sterlina, che a ottobre ha toccato i valori minimi negli ultimi 31 anni, Frieze London non ha subito una battuta d’arresto, sia in termini di vendite sia di pubblico. Durante la preview, tenutasi il 5 ottobre, la tensostruttura di Regent’s Park ha registrato un’affluenza superiore del 30% rispetto all’anno precedente. In maggioranza, infatti, erano collezionisti americani, asiatici ed europei. Pochi i britannici: «Vendiamo soprattutto a collezionisti che vivono all’estero, o stranieri che vivono a Londra», dichiarava Cornelia Grassi, della galleria londinese Greengrassi. Forte la presenza istituzionale: oltre 228 i rappresentanti dei musei internazionali (tra cui Pompidou, Stedelijk, MoMA ed Ermitage), giunti a Frieze per rimpolpare le rispettive collezioni permanenti.

La Tate di Londra, grazie al Frieze Tate Fund, ha acquisito opere di Hüseyin Bahri Alptekin (dalla
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