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Luana De Micco
Leggi i suoi articoliAvviato un anno fa, il progetto di David Hockney era di dipingere lo «sbocciare della primavera» in Normandia, dove il pittore britannico (Bradford, 1937) soggiorna regolarmente dal marzo 2019 e dove ha trascorso anche i mesi dello scorso lockdown. Ne sono nate un centinaio di opere esposte fino al 27 febbraio nella mostra «David Hockney. Ma Normandie» alla Galerie Lelong & Co. (nelle due sedi parigine della rue de Téhéran e dell’avenue Matignon).
Hockney, l’artista vivente più quotato al mondo (nel 2018, il suo «Portrait of an artist» è stato aggiudicato da Christie’s a più di 90 milioni di dollari), aveva viaggiato in Normandia nell’ottobre 2018, tra Honfleur e Bayeux, dove era andato a rivedere l’arazzo della regina Matilde dell’XI secolo. Decise allora di stabilire il suo studio nella campagna francese, per dipingerne il paesaggio naturale come aveva fatto dieci anni prima nello Yorkshire natale.
Hockney dipinge la sua casa del Settecento dalla tipica architettura locale a graticcio. Nota che gli impressionisti che tanto si ispirarono ai paesaggi bucolici della Normandia snobbarono nei loro quadri quelle case tradizionali così belle, che gli ricordano invece i paesaggi olandesi di Rembrandt e del giovane Van Gogh. Dipinge delle vedute del borgo in cui vive, Beuvron-en-Auge, neanche 200 anime, considerato uno dei più belli di Francia. Raffigura i campi, gli alberi da frutta del suo giardino, i paesaggi nella nebbia del mattino, la luce mutevole del cielo.
«The Entrance», di David Hockney (particolare). © Galerie Lelong
Luana De Micco
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