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Ilya ed Emilia Kabakov, «The Ship of Tolerance». Foto courtesy Kabakov Foundation

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Ilya ed Emilia Kabakov, «The Ship of Tolerance». Foto courtesy Kabakov Foundation

La nave dei Kabakov nel porto della tolleranza

Guglielmo Gigliotti

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Roma. Giovedì 25 maggio attraccherà davanti all’Accademia di Belle Arti di Roma la «Nave della Tolleranza» di Ilya ed Emilia Kabakov. Tutta in legno, alta, con tutto l’albero, 13 metri, lunga 20, larga 6, l’imbarcazione ha iniziato la sua navigazione nel 2005, in Egitto, e giunge a Roma dopo varie tappe che l’hanno vista veleggiare in Svizzera, negli Usa, negli Emirati Arabi, a Cuba, in Russia e nelle acque di Venezia.
Al porto teverino di Ripetta, un tempo sito nei pressi dell’Accademia (che infatti è ubicata in via Ripetta), per secoli sono giunte imbarcazioni che portavano vini, olio e legnami. La nave della coppia di artisti russi trasporta una mercanzia più astratta, ma ancora più importante. I Kabakov hanno dato l’idea, la Fondazione a loro intestata l’ha promossa per il mondo, ma ad animarla saranno centinaia di teli, dipinti da bambini delle scuole italiane, che, cuciti assieme, formeranno la grande vela. «The Ship of Tolerance» sarà inaugurata alle 11.45 alla presenza del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli, di Mons. Lorenzo Leuzzi, vescovo ausiliario di Roma, del presidente e della direttrice dell’Accademia di Belle Arti di Roma, Mario Alì e Tiziana D’Acchille, dell’artista Emilia Kabakov e di Gianni Letta. La sua esposizione durerà fino al 30 giugno.

Ilya ed Emilia Kabakov, «The Ship of Tolerance». Foto courtesy Kabakov Foundation

Guglielmo Gigliotti, 24 maggio 2017 | © Riproduzione riservata

Guglielmo Gigliotti

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La nave dei Kabakov nel porto della tolleranza | Guglielmo Gigliotti

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