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Stefano Luppi
Leggi i suoi articoliDopo oltre 15 anni dal ritrovamento nel territorio del piccolo comune parmense, la cosiddetta «vasca votiva» viene finalmente musealizzata in una nuova area apposita nel Centro museale Francesco Barocelli. L’oggetto ligneo, uno dei meglio conservati tra le pochissime strutture lignee pre-protostoriche europee superstiti, testimonia uno dei più antichi (risale al XIV-XIII secolo a.C.), ampi e meglio conservati luoghi di culto d’Europa legati all’Età del Bronzo medio.
La vasca (lunga oltre 10 m, larga 6 e profonda 5), venne realizzata dal popolo delle Terramare circa 3.500 anni fa in legno di quercia, albero che al tempo ricopriva buona parte dell’attuale pianura padana, e utilizzata per un secolo come confermano i sedimenti ancora presenti. Al suo interno molti oggetti, tra cui piccoli vasi e quattro aratri legati alle attività agricole dei terramaricoli (rintracciati pollini e macroresti vegetali).
I lavori sono durati meno di due anni e il costo della musealizzazione è di 770mila euro (di cui 570mila per le opere strutturali e di rimontaggio del manufatto e 200mila per arredi e apparati). Hanno partecipato al progetto i geoarcheologi del Dipartimento di Scienze della Terra «A. Desio» dell’Università degli Studi di Milano, gli esperti della Cornell University negli Stati Uniti e i funzionari della Soprintendenza locale.
La vasca votiva in legno
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