La bellezza nel mondo antico in mostra ad Atene

Il Museo di Arte Cicladica scandaglia la nozione di «kállos», così come, attraversando la storia, ha contribuito alla nostra concezione moderna di «bello»

Una veduta dell'allestimento della mostra « Kállos. The Ultimate Beauty», Museo di Arte Cicladica, Atene, 20213. Foto Paris Tavitian © Museum of Cycladic Art
Luana De Micco |  | Atene

«Kállos» («κάλλος» in greco) significa «bellezza», che nel pensiero greco antico non indica solo il valore del corpo, ma anche le virtù dell’anima. È questo il tema della mostra «Kállos. The Ultimate Beauty» che il Museo di Arte Cicladica presenta dal 29 settembre al 16 gennaio 2022, esponendo circa 300 reperti, alcuni dei quali presentati per la prima volta al pubblico, attinti dalle collezioni nazionali e private greche e prestati da musei internazionali. I musei italiani, tra cui i Musei Vaticani, il Museo Archeologico di Villa Giulia a Roma, il Museo Etrusco di Chiusi o ancora il Museo Civico Archeologico di Bologna, sono stati molto generosi.

La mostra, curata da Nikolaos Stampolidis, direttore del museo di Atene, affiancato dal conservatore Ioannis Fappas, propone un percorso tematico che, attraverso oggetti più vari, vasi, statue, volumi, gioielli e oggetti della vita quotidiana, di epoche diverse, scandaglia tutti gli aspetti della nozione di «kállos», così come, attraversando la storia, passando per le antiche epopee e le riflessioni dei filosofi, ha contribuito alla nostra concezione moderna di «bello».

Il percorso si apre sui diversi stratagemmi per farsi belli, dal bagno, alle cure per il viso e il corpo, dai profumi e unguenti alle acconciature. È esposto un libro raro con un testo di Teofrasto (371 a.C.-287 a.C.), filosofo e botanico greco, autore del Trattato sugli odori, un saggio fondamentale sull’uso del profumo nell’Antichità. Il Museo Archeologico di Firenze ha prestato una «pelike» attica (anforetta da olio), con una scena di mercato in una bottega di profumi.

Nella scultura del periodo arcaico e classico, la bellezza si traduce nella perfezione della figura umana. Ne sono un esempio le Korai dell’Acropoli di Atene, statue di giovani donne del VI secolo dedicate alla dea Atena. Dalla Sicilia è partita la statua del Kouros di Lentini, in marmo bianco delle Cicladi, custodita tra Siracusa e Catania.

La bellezza è anche divina, eroica, atletica. Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha accettato di separarsi della preziosa statua nota come la «Venere in bikini», che fu rinvenuta in una domus di Pompei. Ha prestato anche un vaso attico raffigurante le fatiche di Ercole. Un altro vaso arrivato da Firenze presenta delle scene di sport.

La mostra è l’occasione per raccontare incontri erotici della mitologia antica, ricca di storie di rapimenti. Del Museo di Pyrgos è un delizioso specchietto di bronzo che presenta, scolpito in rilievo, il rapimento da parte di Zeus trasformatosi in aquila del giovane Ganimede, secondo Omero il più bello dei mortali.

© Riproduzione riservata Una veduta dell'allestimento della mostra « Kállos. The Ultimate Beauty», Museo di Arte Cicladica, Atene, 20213. Foto Paris Tavitian © Museum of Cycladic Art Una veduta dell'allestimento della mostra « Kállos. The Ultimate Beauty», Museo di Arte Cicladica, Atene, 20213. Foto Paris Tavitian © Museum of Cycladic Art
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