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Roberta Bosco
Leggi i suoi articoliDopo quasi 10 anni di trattative, l’attuale ministro della Cultura, José Manuel Rodríguez Uribes, è riuscito a firmare un accordo con la baronessa Carmen «Tita» Thyssen, 77 anni, per il prestito della sua collezione. Il ministro è soddisfatto. Ha ridotto il prezzo accordato dal suo predecessore, accettando di pagare 6,5 milioni all’anno per 15 anni (invece dei previsti 7 milioni) per l’«affitto» di 429 opere, già conservate nel Museo Thyssen-Bornemisza di Madrid, insieme alla collezione del barone Heinrich, acquistata dalla Spagna nel 1993.
«Dopo tanti anni d’incertezza era imprescindibile raggiungere un accordo per mandare un messaggio di forza e dare al Museo Thyssen una stabilità che permettesse un progetto museologico forte», assicura Rodríguez, il quale è riuscito a introdurre nell’accordo «Mata Mua» (1892) di Paul Gauguin, che la baronessa aveva portato ad Andorra per venderlo.
Non torneranno invece gli altri 3 quadri (rispettivamente di Edward Hopper, Edouard Monet e Edgar Degas) usciti dal Thyssen-Bornemisza insieme al Gauguin: «Ci sono tutte le opere importanti, non solo per completare la collezione del barone come nel caso degli espressionisti tedeschi, ma anche per riempire alcune lacune del Museo del Prado, come nel caso dei pittori fiamminghi protestanti, e anche del Reina Sofía», continua il ministro che formalizzerà giuridicamente l’accordo in un paio di mesi.
La tempesta di critiche sulla necessità e opportunità di versare quasi 100 milioni di euro alla baronessa, mentre gli artisti spagnoli e buona parte del sistema artistico spagnolo annaspa tra la crisi economica e la pandemia, non sembra preoccupare Rodríguez: «Abbiamo appena approvato il bilancio per il 2021 che prevede un aumento del budget destinato alla cultura del 37,8% se consideriamo anche i fondi di recupero europei. I musei che dipendono dallo Stato, come il Reina Sofía e il Prado, aumentano sensibilmente i propri finanziamenti», afferma il ministro.
Nel frattempo molti musei spagnoli sono allo stremo economico, aprono pochi giorni alla settimana o stanno chiudendo i battenti come il Cdan, Centro de Arte y Naturaleza, ospitato a Huesca in un grande edificio di Rafael Moneo e dedicato all’arte e all’ambiente (temi che parrebbero perfetti in questi tempi di Covid-19). «Faremo di tutto per appoggiare le comunità autonome e per rinforzare la collaborazione tra Stato e Regioni», conclude Rodríguez. Ma sui social le accuse di latitanza dai veri problemi del sistema artistico spagnolo non sembrano dare credito al ministro.
La baronessa Carmen «Tita» Thyssen
«Mata Mua» (1892) di Gauguin (particolare)
José Manuel Rodríguez Uribes
«Les Vessenots à Auvers» (1890) di Van Gogh
«Santa Casilda» (1630-35 ca) di Zurbarán (particolare)
Roberta Bosco
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