In soccorso alle decorazioni di Jaquerio

Un’azione congiunta tra pubblico e privato metterà in sicurezza gli affreschi di Sant’Antonio di Ranverso, capolavoro del maestro del Gotico internazionale

Interno della Precettoria di Sant’Antonio Ranverso ©CCR_Venaria. Foto di Silvano Pupella
Alessandra Ruffino |  | Buttigliera Alta

Nel primo quarto del XV secolo, Giacomo Jaquerio, maestro del Gotico internazionale, eseguì nella Precettoria di Sant’Antonio Ranverso una serie di decorazioni nel presbiterio, nelle navate della chiesa e nell’attuale sacrestia. In particolare in quest’ultima si dispiega un ciclo di affreschi di grande coerenza iconografica: sulle vele gli Evangelisti; sulle lunette l’Annunciazione, i santi Pietro e Paolo, l’Orazione nell’orto e la formidabile Salita al Calvario che fa di Jaquerio, come indicò tra i primi la non abbastanza compianta Andreina Griseri, un interprete egregio del realismo gotico in Piemonte.

Sottoposte all’ingiuria del tempo e dell’acqua, le pregevoli pitture sono state oggetto di ripetuti interventi a partire dall’Ottocento; a vent’anni dall’ultimo restauro (2001), sta ora partendo una campagna di analisi e lavori conservativi. Mobilitate da tempo per la salvaguardia della Precettoria antoniana, edificata a partire dal XII secolo all’imbocco della Val di Susa a pochi chilometri di Torino e appartenente alla Fondazione Ordine Mauriziano, la Fondazione stessa e la Soprintendenza hanno trovato solo nel 2021 le condizioni per avviare un ampio piano di recupero, grazie ai contributi della Fondazione Crt (che sostiene il progetto pilota con il bando Cantieri Diffusi 2021), della Fondazione Magnetto di Alpignano e del Centro Conservazione e Restauro di Venaria.
Gli affreschi di Jaquerio nella sacrestia della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso ©CCR_Venaria. Foto di Silvano Pupella
Marta Fusi, direttrice della Precettoria di Sant’Antonio di Ranverso, spiega com’è nata la sinergia pubblico-privato che permetterà la messa in sicurezza degli affreschi: «Le condizioni sempre più critiche hanno sollecitato un’analisi approfondita dello stato di conservazione e nell’estate 2021 abbiamo chiesto il supporto del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, i cui tecnici hanno avviato ricognizioni e analisi dei rischi per redigere un primo progetto per un cantiere pilota nel presbiterio e nella sacrestia, aree che si presentavano maggiormente critiche».

Al presidente del Centro Conservazione e Restauro di Venaria, Stefano Trucco, abbiamo chiesto come procederà l’intervento e quali siano le maggiori criticità: «Dovremo intervenire per la ricanalizzazione delle acque sotterranee ed evitare il ristagno idrico causa principale dei danni. L’intervento di restauro non si potrà effettuare finché non verrà risolta la causa delle pareti bagnate che danneggiano i dipinti murali: in mancanza di queste soluzioni, il restauro sarebbe del tutto inutile. Durante questa delicata fase i preziosi affreschi saranno dei pazienti speciali, sorvegliati e monitorati in modo da scongiurare cadute delle pellicole pittoriche e perdite di frammenti».

Si tratterà dunque di un lavoro lungo, che sarà preceduto, aggiunge l’architetto Trucco, da «un progetto puntuale e una mappatura di priorità e interventi con la partecipazione attiva della Fondazione Ordine Mauriziano e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con cui stiamo lavorando alla definizione delle attività». Il primo tassello di lavori preventivati fa sperare che potranno esserci «molti compagni con cui condividere il cammino di restauro e riscoperta di questo prezioso bene», auspica Marta Fusi. Insieme all’Abbazia di Staffarda (anch’essa di proprietà della Fondazione Ordine Mauriziano), la Precettoria di Ranverso rappresenta uno dei massimi esempi del Tardogotico in Piemonte ed è per questo che, oltre a investire nella doverosa tutela di questo capolavoro, verranno anche proposte iniziative che avvicinino il pubblico alla conoscenza di un monumento così significativo.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Alessandra Ruffino