Il vestito che fa stracciare le vesti

Da Adamo ed Eva al burkini, da Maria Antonietta in abito da camera agli strappi di Yamamoto, gli scandali scatenati dall’abbigliamento

Luana De Micco |  | Parigi

Un capo di abbigliamento che di recente è stato al centro di un acceso dibattito è il burkini, il costume da bagno «integrale» delle donne musulmane che l’estate scorsa era stato messo al bando su alcune spiagge della Costa Azzurra, sulla scia degli attentati di Nizza del 14 luglio. Non è la prima volta, e non sarà certo l’ultima, che un abito fa scandalo.

È di questo appassionante dibattito dell’epopea della moda, «e di una certa idea di libertà di fronte ai codici morali e sociali», che si occupa la mostra «Tenue correcte exigée! Quando l’abito fa scandalo» in corso al Musée des Arts Décoratifs sino al 23 aprile 2017. Ma la mostra non è nata dal tam tam mediatico legato al burkini. Già tre anni fa il conservatore e curatore Denis Bruno aveva riunito un team di ricercatori per studiare l’abito come provocazione, che sfuggendo cioè alle regole imposte dalla società diventa
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